Luca Saba, direttore di Coldiretti Sardegna, è stato l’ospite odierno di ‘A tu per tu‘, il programma condotto da Alessandra Carta. Siccità e agricoltura i temi della puntata, partendo dalla certezza di un dato: in Sardegna il consumo annuale di acqua si aggira intorno a 750 milioni di metri cubi. Così divisi: 450 milioni per usi irrigui, 250 per l’idropotabile e i restanti 50 milioni per l’industria e affini.

Proprio in base agli utilizzi, è l’agricoltura il comparto produttivo chiamato a maggiore sacrifici, adesso che verranno imposte restrizioni. Una strategia che però non convince Saba per due ordini di ragioni. La prima è legata alla natura della produzione: “La risorsa idrica che utilizza il settore torna sotto forma di cibo, quindi è irragionevole togliere acqua alle campagne“. In più il direttore di Coldiretti sottolinea il fatto che “il 53 per cento dell’acqua che esce dagli invasi si perdere nelle tubature”. Saba ricorda la proposta di Coldiretti alla politica e mai attuata: “Basterebbero due anni per intervenire sulle condotte, entro il 2026 con le risorse del Pnrr i lavori sarebbero conclusi”.

La puntata odierna si è comunque aperta con una domanda personale a Saba, a lungo considerato un papabile come candidato presidente della Regione. Saba, classe 1973, sassarese di nascita, ha detto: “I miei genitori mi hanno insegnato a guardare in alto ma anche in basso. Non si sono create le condizioni operative perché dicessi sì alla proposta“.
Per ritornare sul fronte dell’acqua, in Sardegna si contano oggi 53 invasi, inclusi quelli privati. non accettare? Sommano una capacità di un miliardo e 950 milioni di metri cubi. Oggi le riserve ammontano a un miliardo e 200 milioni. Ma sono a macchia di leopardo, ragion per cui “è necessaria una politica che conclusa la realizzazione delle interconnesioni”. Cioè i collegamenti tra bacini, in modo da spostare acqua dove piove meno. “Quest’anno è il versante est della Sardegna più in sofferenza: è drammatica la situazione in Baronia e nella Bassa Gallura, ma anche nel Sarrabus“, ha spiegato il direttore di Coldiretti Sardegna.
Quanto ai numeri relativi al mondo delle campagne, Saba ha sottolineato che in Sardegna “sono sì censite 72mila aziende, ma quelle che producono reddito sono 35mila. E a fronte di numeri in calo, va segnalato che nel giro di pochi anni, dal 2019 al 2023, è notevolmente aumentato il fatturato: si è passati da 196 milioni a 343“. Il direttore di Coldiretti ha poi osservato la necessità da parte della Regione di “programmare il settore agropastorale per i prossimi quindici anni. La costruzione di un orizzonte futuro è un aspetto totalmente inesistente nel dibattito politico regionale”.
Sulle risorse europee della Pac, Saba ha chiarito: “Il Piano dell’agricoltura comunitaria è oggetto di riforma. Ma lo Stato da un lato e la Regione dall’altra devono dialogare con Bruxelles perché non è sugli obiettivi ambientali e climatici che va modulato il settore, ma l’esatto contrario”.
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