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Interviste

Ep. 18 – Come funziona una stella, le scoperte di Hans Bethe

micManuel Floris, Luciano Burderitoday2 Maggio 2026 27 17

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Come nasce l’energia delle stelle?

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    Ep. 18 – Come funziona una stella, le scoperte di Hans Bethe Giuseppe Valdes

Secondo l’astrofisico Luciano Burderi, oggi possiamo definire una stella in modo chiaro e diretto: una gigantesca centrale a fusione nucleare. Nel suo nucleo si verificano condizioni estreme, con temperature e pressioni altissime, che permettono ai nuclei atomici di fondersi e liberare enormi quantità di energia.

Immagine simbolo generata con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale

Come funziona l’energia delle stelle tra fusione nucleare e stabilità

Questa energia è la stessa che, in modo incontrollato, viene sprigionata nelle bombe all’idrogeno, ma nelle stelle avviene in modo stabile e continuo. È proprio questa produzione costante di energia che permette alla stella di restare in equilibrio, evitando il collasso gravitazionale.

Già tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento gli scienziati avevano compreso la struttura delle stelle, ma mancava ancora un elemento fondamentale: capire quale fosse la fonte di energia al loro interno. La risposta arriverà solo nei decenni successivi grazie alla fisica nucleare.

Hans Bethe e la scoperta che ha cambiato l’astrofisica

Il punto di svolta arriva con il lavoro del fisico tedesco Hans Bethe, che tra il 1938 e il 1939 descrive in modo dettagliato i processi di fusione nucleare responsabili dell’energia delle stelle. Le sue ricerche spiegano come i protoni si uniscono per formare elio, liberando energia attraverso la cosiddetta catena protone-protone e il ciclo CNO.

Questa scoperta rappresenta una delle basi della moderna astrofisica e viene premiata con il Premio Nobel nel 1967. Le teorie di Bethe sono ancora oggi confermate da osservazioni sperimentali, come lo studio dei neutrini solari, che dimostrano in modo diretto i processi nucleari all’interno del Sole.

Il contributo di Bethe si inserisce in un contesto più ampio, che comprende anche figure fondamentali come Cecilia Payne, la prima a dimostrare che le stelle sono composte principalmente da idrogeno, e scienziati come Eddington e Fermi, che avevano intuito il legame tra energia nucleare e stelle.

Scienza e storia: il lato controverso di Hans Bethe

La figura di Hans Bethe non è però solo legata alla ricerca scientifica. Durante la Seconda guerra mondiale, lo scienziato partecipò al Progetto Manhattan, contribuendo allo sviluppo delle armi nucleari. Un ruolo che rappresenta il lato più controverso della sua carriera.

Come sottolinea Luciano Burderi, Bethe ebbe un contributo importante anche nello sviluppo della bomba all’idrogeno, pur mostrando in seguito un certo ripensamento. Negli anni successivi si impegnò infatti per la non proliferazione delle armi nucleari, cercando di influenzare la politica internazionale.

La sua vita rappresenta quindi un esempio di scienza tra luce e ombra, dove le scoperte che spiegano l’universo si intrecciano con le applicazioni più drammatiche della tecnologia.

Oggi, grazie al lavoro di Bethe e di altri grandi scienziati, sappiamo che gli elementi fondamentali della vita, come carbonio, ossigeno e ferro, nascono proprio nelle stelle. Un legame profondo che unisce l’uomo all’universo e che continua a essere raccontato anche da Cagliari, attraverso la divulgazione scientifica e la passione per il cielo.

 

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