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Unione Cult

Ep. 37 – La new wave sarda anni ’80 in un film di Davide Catinari

today26 Settembre 2024 189

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Unione Cult con Francesca Figus e Francesco Abate – Ospite Davide Catinari

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    Ep. 37 – La new wave sarda anni ’80 in un film di Davide Catinari Francesca Figus, Francesco Abate

Francesca Figus e Francesco Abate conducono la 37^ puntata di Unione Cult, la trasmissione che prende il nome dall’inserto in edicola con L’Unione Sarda. Ospite della puntata il musicista e regista Davide Catinari per parlare del suo film The Missing Boys, pellicola che sta conquistando il mondo del cinema indipendente. Premiato ai New York Independent Cinema Awards 2024, il film sarà proiettato in anteprima nazionale a Roma nell’ambito del concorso Visioni Sarde. L’iniziativa è organizzata dalla Cineteca di Bologna, in collaborazione con FASI e l’Associazione Sarda Domus, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione Sardegna Film Commission.

Davide Catinari – Cantante e regista

Davide Catinari racconta la new wave in Sardegna

Il documentario esplora la scena musicale new wave che ha caratterizzato la Sardegna tra il 1979 e il 1989. Durante quel periodo, l’Isola, nota principalmente per le sue bellezze naturali e tradizioni, si fece portavoce di un’avanguardia musicale che trovava ispirazione dai movimenti internazionali. Influenzati da band come Joy Division, New Order, The Cure e il David Bowie della trilogia berlinese, i giovani sardi creavano una musica innovativa e lontana dalle tendenze mainstream del momento. In Italia, la scena new wave era dominata da gruppi come i Litfiba e i Diaframma, ma in Sardegna, da Cagliari a Sassari, emergevano band come Demodé, Crepesuzette, Nice Ray, Physique du Role, e molti altri. Queste band sperimentavano con suoni oscuri, elettronica, post-punk e dark, cercando di essere all’avanguardia senza scadere nel revival.

Un viaggio musicale tra ostacoli e successi

Il film di Catinari, che prende il nome dalla sua stessa esperienza nella band Dorian Gray, suddiviso in sei capitoli, racconta il percorso di questa scena musicale, dalle sue origini alle prime affermazioni a livello nazionale. Gli ostacoli erano tanti: la difficoltà di reperire dischi internazionali, spesso ordinati dal continente o portati da chi viaggiava a Londra, e la mancanza di spazi per esibirsi. I concerti avvenivano in contesti insoliti, come sagre di paese o concerti improvvisati nelle campagne. Le difficoltà riguardavano anche la produzione musicale: molte band si accontentavano di registrare le proprie tracce su audiocassette, vendute per poche lire, mentre solo alcuni fortunati riuscivano a produrre vinili, come i Maniumane, i Quartz e i Crepesuzette.

Un film che rievoca una scena musicale dimenticata

Con The Missing Boys, Catinari vuole riportare alla luce una scena quasi dimenticata, ma fondamentale per la cultura giovanile dell’epoca. “Ho voluto raccontare l’emergere e l’affermarsi di una scena musicale che si confrontava con le stesse difficoltà delle grandi città, ma con dinamiche differenti”, spiega il regista. Il periodo analizzato, dal 1979 al 1989, rappresenta un momento chiave di transizione culturale, che ha influenzato l’immaginario giovanile fino ai giorni nostri.

Il film sta riscuotendo successo, soprattutto all’estero. È semifinalista allo Scandinavian International Film Awards e parteciperà al Glendale International Film Festival. La pellicola si chiude simbolicamente con l’ascesa di gruppi come i Simple Minds e i Depeche Mode, che da band di culto diventarono fenomeni globali, segnando la fine di un’era musicale e l’inizio di una nuova.

Ascolta Unione Cult anche su Spotify

Unione Cult è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.

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