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Conflitto in Medio Oriente: tensione tra Israele Libano Manuel Cozzolino
L’attuale conflitto in Medio Oriente si sta rapidamente deteriorando, con la guerra che si espande su più fronti. Le tensioni tra Israele e Libano hanno raggiunto nuovi picchi, mentre Israele ha avviato un’operazione di terra nel sud-ovest del Libano. Quest’area, vicina alla base delle forze italiane della Brigata Sassari, rappresenta un punto cruciale per gli scontri tra Israele e Hezbollah. Le parole del Luca Borzoni, docente di Storia delle Relazioni Internazionali: “la durata del conflitto si sta dimostrando lunga e traumatica, come l’escalation“. Il recente attacco iraniano contro Israele, in risposta all’uccisione di un importante capo politico iraniano, ha ulteriormente intensificato le tensioni. Gli eventi successivi, inclusa l’uccisione di esponenti di Hezbollah in Libano e gli attacchi mirati alle strutture portuali in Yemen, hanno reso la situazione sempre più complessa.

La bandiera israeliana ora sventola su Maroun el Ras, un villaggio nel sud del Libano che era sotto il controllo dei miliziani di Hezbollah. Questo villaggio, vicino alla base delle forze di pace dell’ONU (Unifil), è stato trasformato in una roccaforte da Hezbollah, con comandi sotterranei ben nascosti tra gli uliveti. Gli ultimi successi militari israeliani, inclusi gli attacchi mirati ai leader di Hezbollah, hanno rafforzato la posizione del primo ministro Benyamin Netanyahu.
A complicare ulteriormente la situazione, si è verificato un nuovo incidente diplomatico tra Israele e gli Stati Uniti. Netanyahu ha bloccato la partenza del ministro della Difesa Yoav Gallant per Washington, in attesa di una conversazione con il presidente Joe Biden. Il premier israeliano vuole assicurarsi che il gabinetto di sicurezza approvi una risposta forte all’attacco iraniano prima che Gallant discuta del piano con il segretario alla Difesa Usa, Lloyd Austin.
Nel frattempo, il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha espresso preoccupazioni riguardo alla sicurezza del contingente italiano dell’Unifil, composto da 1.200 soldati, compresi quelli della Brigata Sassari. Israele ha rassicurato l’Italia che verranno prese tutte le misure necessarie per proteggere le truppe internazionali, ma la situazione rimane pericolosa e diplomaticamente complicata. Recenti movimenti dell’esercito israeliano vicino a una postazione dell’Unifil a sud-est di Maroun al-Ras hanno aumentato le tensioni, nonostante gli avvertimenti reciproci.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
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