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“Quasi Grazia”, il film di Peter Marcias racconta l’anima di Grazia Deledda Fabio Leoni
Il nuovo film Quasi Grazia di Peter Marcias propone un ritratto originale di Grazia Deledda, lontano dalle classiche biografie cinematografiche. L’opera, tratta dal testo di Marcello Fois, esplora tre momenti distinti della vita della scrittrice, restituendone una visione complessa e umana. Il regista spiega chiaramente il suo approccio: “È un film non biografico in senso stretto, ma mi ha dato la libertà di raccontarla a tutto tondo”, sottolineando la scelta narrativa.

Nel film, Irene Maiorino, Laura Morante e Ivana Monti interpretano tre fasi della vita della protagonista, evidenziando trasformazioni profonde e simboliche. Questa scelta riflette una visione universale del personaggio, svincolata da confini regionali e culturali. Marcias chiarisce il senso della decisione artistica: “Grazia Deledda è un patrimonio dell’umanità e tante donne possono immedesimarsi in lei”, evidenziando l’intento inclusivo e contemporaneo del progetto cinematografico.
Girato interamente a Roma, il film restituisce un forte legame tra la città e la dimensione creativa della scrittrice, enfatizzando anche il tema della maternità. Nel cast figurano anche Monica Demuru e Stefano Mereu, che arricchiscono la narrazione con radici sarde. Determinante è stata anche l’influenza di Michela Murgia, come racconta il regista: “Mi disse di correre e fare subito un film su Grazia Deledda”, rivelando l’urgenza creativa dietro l’opera.
Intervista a cura di Paola Pilia
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