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Ep. 31 – Torna l’Aurora in Sardegna Manuel Floris, Alberto Pellizzoni
Una Finestra sull’Universo, l’appuntamento su Radiolina per raccontare l’universo, dalla Terra alla Luna e oltre, a cura Manuel Floris, astrofisico e direttore scientifico de Il Planetario de L’Unione Sarda. Puntata dedicata al ritorno dell’Aurora in Sardegna. Ospite Alberto Pellizzoni, ricercatore presso l’INAF Osservatorio Astronomico di Cagliari.

Nella notte tra il 10 e l’11 ottobre, i cieli della Sardegna sono stati illuminati nuovamente dall’aurora boreale, uno spettacolo raro che non si verificava dal 1848. In soli cinque mesi, abbiamo assistito a questo fenomeno ben due volte, un evento sorprendente per una regione situata così a sud. Per approfondire le cause e l’importanza di questo fenomeno, abbiamo chiesto il parere dell’astrofisico Alberto Pellizzoni, ricercatore presso l’INAF Osservatorio Astronomico di Cagliari.
Il Sole attraversa cicli di attività di circa 11 anni, caratterizzati da variazioni dell’intensità delle tempeste solari e del numero di macchie solari visibili. Siamo attualmente nel ciclo solare n. 25, e Alberto Pellizzoni ci spiega come questi cicli influenzino la formazione delle aurore.
Già il 10 maggio di quest’anno, una potente tempesta geomagnetica aveva illuminato il cielo sardo con un’aurora spettacolare. Un evento eccezionale per una zona che non vedeva l’aurora dal 1848. Pellizzoni sottolinea come l’intensità dell’attività solare in questo ciclo abbia permesso l’osservazione dell’aurora a latitudini più basse del solito.
L’origine di questi spettacoli luminosi risiede nei brillamenti solari. Un brillamento solare è un’esplosione di energia sul Sole. Questi eventi rilasciano una grande quantità di radiazioni e particelle ad alta energia, che viaggiano nello spazio fino a raggiungere la Terra.
L’espulsione di massa coronale (CME), invece, è strettamente collegata ai brillamenti. Quando si verifica un brillamento, può accompagnarsi a un’espulsione di massa coronale. Questo significa che una nube di particelle cariche viene proiettata nello spazio e, se colpisce la Terra, interagisce con il nostro campo magnetico, generando le aurore.
Le particelle cariche espulse dal Sole viaggiano nello spazio e, quando raggiungono la Terra, interagiscono con il campo magnetico terrestre. Questo processo crea le splendide aurore che vediamo nel cielo notturno. “Il vento solare colpisce il campo magnetico terrestre, comprimendolo e causando una reazione che dirige le particelle verso i poli. Quando queste particelle entrano in contatto con gli atomi dell’atmosfera terrestre, si genera luce, creando l’aurora,” spiega Pellizzoni.
L’intensità delle aurore dipende da vari fattori, tra cui la forza dell’espulsione di massa coronale e la posizione della Terra rispetto al flusso di particelle solari. Più forte è la tempesta geomagnetica, più luminosa e visibile sarà l’aurora, anche a latitudini più basse come la Sardegna. Tuttavia, altri fattori, come la trasparenza dell’atmosfera e l’inquinamento luminoso, possono influenzare la visibilità dello spettacolo.
Una finestra sull’Universo è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.