La Sardegna è al centro di una delle più gravi crisi demografiche a livello mondiale, ma il problema non sempre ottiene la dovuta attenzione nel dibattito politico. I dati, infatti, parlano chiaro e mettono in luce una situazione che ha conseguenze preoccupanti per il futuro dell’isola. In Sardegna il numero di decessi ha superato quello delle nascite nel corso del 2023. Il punto con Egidiangela Sechi, giornalista del TG di Videolina.

Con appena 0,9 figli per donna, la Sardegna si posiziona, insieme alla Corea del Sud, tra le aree del mondo con il più basso tasso di natalità. Questo dato è allarmante e dimostra che il ricambio generazionale sta avvenendo a un ritmo estremamente lento, con potenziali impatti significativi sul tessuto sociale ed economico dell’isola.
Nel 2023 in Sardegna sono nati poco più di 7.000 bambini, un numero drasticamente inferiore rispetto ai 18.500 decessi registrati nello stesso periodo. Questa sproporzione sottolinea una crisi profonda che non si limita alla demografia, ma coinvolge anche il futuro sostenibile della regione.
Un ulteriore dato significativo riguarda la popolazione residente: al 1° gennaio 2024, i cittadini sardi ammontano a 1.569.000, segnando per la prima volta un calo sotto la soglia consolidata di 1,6 milioni di abitanti. Questo rappresenta una perdita di 8.314 persone rispetto al 2023, confermando un trend negativo preoccupante.
Luisa Salaris dell’Università di Cagliari analizza le cause e le conseguenze di questa emergenza. La sua testimonianza offre uno sguardo approfondito sulle sfide demografiche che la Sardegna deve affrontare e sulla necessità di azioni politiche mirate per invertire la tendenza.
Intervista a cura di Nicola Scano
La Strambata del 19-11-2024
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