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“Le Ali di Mattia”: l’associazione sarda per combattere il bullismo tra i giovani stage@radiolina.it
“Le ali di Mattia” è un’organizzazione no profit con l’obbiettivo sostenere gli adolescenti in difficoltà, per favorire il dialogo con i ragazzi e permettere di affrontare tematiche significative dell’adolescenza, come il suicidio giovanile, il bullismo e l’inclusione.L’associazione è stata fondata da Christian ed Emanuela, i genitori di Mattia Marotta, il ragazzo originario di Carbonia che a soli 15 anni nel luglio 2022 ha deciso di togliersi la vita. I genitori del ragazzo hanno raccolto il loro dolore e lo hanno trasformato in un progetto per far sì che ciò che è accaduto a Mattia non accada a nessun altro, come ha spiegato Christian Marotta ai microfoni di Radiolina.

L’associazione nasce nel 2023 dopo un post sui social di Emanuela. La donna ha raccontato sui social la storia del figlio, ricevendo tante richieste di aiuto, soprattutto da parte di genitori che hanno vissuto esperienze simili con i propri figli. Pochi giorni fa “Le ali di Mattia” ha inaugurato una sede a Is Gannaus, a Carbonia. La struttura è un centro d’aggregazione per ragazzi dai 14 ai 20 anni, una sorta di doposcuola dove divertirsi e dove stare in tranquillità.
Da gennaio verranno avviati dei progetti che coinvolgeranno i ragazzi in laboratori d’arte, di musica e di teatro. Le decisioni sulle attività, come spiega Christian Marotta, verranno prese dai ragazzi: i volontari sono gli ospiti e sono lì come supporto. In futuro verrà aperto anche un centro d’ascolto, per fare in modo che i ragazzi che hanno bisogno possano parlare con una figura specializzata in totale anonimato. “Le ali di Mattia” è un’associazione appena nata, ma i volontari hanno intenzione di coinvolgere le scuole per parlare di bullismo e insegnare a non isolare nessuno, facendo capire che anche ai problemi più grandi c’è sempre una soluzione.

Inaugurazione della sede dell’associazione (Facebook -Le Ali di Mattia odv)
Mattia era un ragazzo che si mostrava agli altri come solare, era sensibile e affettuoso, racconta il padre. Teneva il suo malessere dentro e faceva di tutto per non farlo notare. Solo durante il suo periodo più nero è riuscito a confidarsi con i propri genitori, che si sono subito attivati per aiutarlo. La sua morte, ha spinto Christian ed Emanuela ad avviare un bellissimo progetto, che aiuterà sicuramente tanti altri ragazzi. Mattia ha lasciato un insegnamento molto importante, scrivendo: “Siate consapevoli, le persone non sono eterne, trattatele bene e con amore”. Maggiori informazioni sul sito ufficiale dell’associazione.
Intervista a cura di Fabio Manca
Caffè Corretto del 11-12-2024
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