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Portovesme: un Natale amaro per centinaia di lavoratori Giuseppe Valdes
Triste Natale per centinaia di lavoratori della Portovesme srl dopo l’annuncio della chiusura anticipata della linea zinco: “Gli impianti sono spenti. La linea zinco è ferma”. Con queste poche parole, scambiate ieri mattina intorno alle 11:30 nelle chat di WhatsApp, centinaia di lavoratori della Portovesme srl hanno preso coscienza della fine di un’epoca. Il punto con Virginia Lodi, giornalista di Unionesarda.it intervenuta ai microfoni di Radiolina.

La linea piombo è già da tempo inattiva, ma ieri anche la linea zinco è stata fermata, con ben sette giorni di anticipo rispetto alla data prevista del 31 dicembre. La causa? Un problema tecnico imprevisto. Rimangono dubbi sul futuro, visto che il progetto litio, che avrebbe dovuto rappresentare un rilancio, è ancora fermo, bloccato da criticità e dall’assenza di investitori concreti.
Durante una recente riunione a Roma, che ha coinvolto Glencore, Regione, Governo e sindacati, si è discusso della possibilità di trovare investitori per rilanciare la linea zinco. Tuttavia, da ieri, l’unica attività operativa rimasta al polo industriale sono i fumi di acciaieria.
La giornata di ieri è stata accompagnata da un silenzio irreale, rotto soltanto nel pomeriggio da un’assemblea informativa interna. Nonostante la preoccupazione, tra i lavoratori circola un filo di ottimismo: l’idea di un potenziale investitore, anche se ancora senza nome, si fa strada.
I più ottimisti credono che l’arrivo di un investitore sia più di una semplice ipotesi. Tuttavia, restano dubbi sulla volontà di Glencore di accogliere un potenziale concorrente, considerando che l’azienda continua a lavorare lo zinco in altri Paesi dove il costo dell’energia è più basso, grazie anche a sovvenzioni statali.
La recente visita di una delegazione ministeriale avrebbe confermato che gli impianti sono in ottimo stato e pronti per essere riattivati, qualora si trovassero le condizioni economiche e politiche adatte. Questo ha forse contribuito alla calma che ha caratterizzato la giornata di ieri, nonostante la gravità della situazione.
Il futuro della Portovesme srl rimane appeso a un filo. Mentre si attende l’arrivo di investitori e si cercano soluzioni per il caro energia, lavoratori e istituzioni devono confrontarsi con una realtà sempre più complessa. Per ora, resta solo da fare i conti con quello che rimane: impianti spenti e un passato industriale che sembra sempre più lontano.
Intervista a cura di Massimiliano Rais
Caffè Corretto del 24-12-2024
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