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Instagram dice addio ai filtri di bellezza? Non proprio Cristian Asara
Meta ha annunciato un cambiamento importante per Instagram: dal 14 gennaio 2025 saranno disponibili solo i filtri di Realtà Aumentata (AR) creati da Meta stessa. Spariscono quindi milioni di filtri creati da sviluppatori esterni, lasciando spazio ai “soli” 140 filtri proprietari.
Questa decisione, apparentemente volta a contrastare gli standard di bellezza irraggiungibili e i disturbi che ne conseguono, soprattutto tra i più giovani, solleva diversi interrogativi.
Meta sottolinea l’impatto negativo dei filtri sulla percezione di sé, in particolare per la Generazione Z, bombardata da immagini di perfezione artificiale. Eliminare i filtri di terze parti sembra un passo verso un’esperienza social più autentica.
Tuttavia, la scelta di mantenere attivi i propri filtri AR fa sorgere dubbi sulla reale motivazione di Meta. Si tratta di una scelta puramente etica o ci sono anche interessi economici in gioco?

La chiusura di Meta Spark, la piattaforma che permetteva a chiunque di creare filtri AR, ha scatenato le proteste di migliaia di creatori. Meta giustifica la decisione con la volontà di concentrarsi su nuove piattaforme AR, ma è difficile ignorare il potenziale controllo economico che l’azienda acquisisce limitando la creazione di filtri.
Cosa aspettarsi da questa nuova era di Instagram? È probabile che Meta investa ulteriormente sull’intelligenza artificiale per controllare e limitare l’utilizzo di filtri non autorizzati. D’altronde, l’azienda ha già investito ingenti somme in prodotti di IA e si prepara a lanciare il visore AR Orion.
La mossa di Meta potrebbe essere un passo verso un Instagram più “reale” o l’inizio di una nuova strategia di controllo e monetizzazione? Solo il tempo potrà dircelo.
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