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Vespa orientale in Sardegna: una minaccia per api e alveari

today15 Gennaio 2025 380

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Sardegna sotto attacco: la vespa orientale mette in pericolo l’apicoltura

La vespa orientale (Vespa orientalis), fino a pochi anni fa, conviveva in equilibrio con le api senza destare particolare preoccupazione. Oggi, invece, è considerato una specie aliena invasiva, che rappresenta una grave minaccia per le api e gli alveari. A rendere il calabrone orientale così aggressivo e famelico è stato, secondo gli esperti, anche il cambiamento climatico, che ha favorito la sua diffusione. Il punto con la giornalista di Unionesarda.it Veronica Fadda.

Api

Le regioni più colpite dall’invasione della vespa orientale

Le aree maggiormente a rischio sono Lazio, Molise e Campania, ma la sua espansione è ormai evidente anche in Sardegna, dove il calabrone orientale viene riconosciuto con sempre maggiore frequenza. A Roma, ad esempio, lo scorso anno le incursioni dei calabroni mangia-api hanno distrutto gli alveari posizionati sulla terrazza del ministero dell’Agricoltura, poi ripristinati.

La diffusione del calabrone orientale è favorita da diversi fattori, tra cui:

  • Temperature più elevate nei centri urbani.
  • Facilità di accesso a fonti di cibo, come mercati alimentari e rifiuti lasciati all’aperto.

Una calamità senza soluzioni

Secondo Riccardo Terriaca, segretario generale di Miele in Cooperativa, al momento non esistono strategie o tecniche specifiche per contenere l’invasione del calabrone orientale. «È un’ennesima calamità a fronte della quale siamo disarmati», afferma Terriaca, sottolineando la necessità di un approccio pragmatico e di maggiori investimenti nella ricerca per sviluppare soluzioni efficaci.

A differenza della Vespa velutina, contro cui è stata attivata una direttiva europea e un progetto dedicato del Crea, la Vespa orientalis non può essere inserita in una black list poiché è una specie autoctona. Questo complica ulteriormente il processo per mettere a punto strategie mirate di contenimento.

Vespa orientalis

Le tecniche di difesa degli apicoltori

Attualmente, gli apicoltori possono contare solo su soluzioni temporanee per proteggere gli alveari, come:

  • Trappole ad esca.
  • Arpe elettriche, dispositivi che utilizzano fili elettrici a bassa tensione per stordire l’insetto senza danneggiare le api.

Tuttavia, secondo Laura Bortolotti, prima ricercatrice del Crea AA (Agricoltura Ambiente), il calabrone orientale si è dimostrato intelligente e dotato di una memoria che gli permette di evitare queste trappole.

Ciclo di vita e danni causati dal calabrone orientale

Il ciclo di vita del calabrone orientale si estende dalla primavera fino all’autunno inoltrato, favorito dalle temperature miti. L’insetto è in grado di:

  • Cibarsi delle api in volo.
  • Fare razzia all’interno degli alveari, distruggendoli e causando un’elevata mortalità delle api.

Questa invasione provoca un indebolimento diffuso degli alveari, una riduzione della produzione di miele e un aumento dei costi per gli apicoltori, che devono ricorrere a nutrizioni di soccorso per salvare le colonie.

Caffè Corretto del 15-01-2025

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