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Ep. 14 – Spazzatura Spaziale in orbita Manuel Floris, Ettore Perozzi
Dal lancio dello Sputnik 1 nel 1957, l’umanità ha inviato oltre 12.000 satelliti nello spazio. Mentre molti di questi hanno completato la loro missione e sono rientrati nell’atmosfera terrestre, migliaia di detriti spaziali continuano a orbitare attorno alla Terra, creando un problema crescente noto come “spazzatura spaziale”. Ospite di Manuel Floris, astrofisico e direttore scientifico de Il Planetario de L’Unione Sarda , l’astrofisico Ettore Perozzi, autore del libro “Spazzini Spaziali”, approfondisce il tema dei detriti spaziali e delle possibili soluzioni per mitigarne gli effetti.

La spazzatura spaziale comprende qualsiasi oggetto artificiale che non è più operativo e che continua a fluttuare nello spazio. Tra questi troviamo vecchi satelliti inattivi, frammenti di razzi, strumenti persi dagli astronauti e persino guanti o macchine fotografiche che sono sfuggiti durante le missioni spaziali. Un esempio emblematico è il satellite Vanguard 1, lanciato nel 1958 e ancora in orbita dopo più di 65 anni.
Questi detriti viaggiano a velocità estremamente elevate, fino a 28.000 km/h, rendendoli potenzialmente distruttivi in caso di collisione con satelliti attivi o stazioni spaziali. Negli ultimi decenni, sono stati registrati diversi episodi di impatti tra detriti e veicoli spaziali, aumentando il rischio per le missioni future e la sicurezza degli astronauti.
Il monitoraggio dei detriti spaziali avviene attraverso sistemi radar e telescopi terrestri, che tracciano il loro movimento per prevedere possibili collisioni. Tuttavia, con il crescente numero di satelliti in orbita, come le costellazioni Starlink e altre reti di comunicazione, il rischio di impatti aumenta significativamente.
Diverse agenzie spaziali stanno sviluppando strategie per affrontare il problema. Tra le possibili soluzioni troviamo:
Le iniziative per affrontare il problema della spazzatura spaziale stanno guadagnando attenzione globale. Missioni sperimentali, come la rimozione attiva dei detriti, rappresentano i primi passi verso un futuro più sicuro per l’esplorazione spaziale. Con il numero di satelliti in crescita esponenziale, diventa essenziale trovare soluzioni efficaci per garantire un uso sostenibile dello spazio, preservandolo per le generazioni future.
Una finestra sull’Universo è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.
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