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Interviste

L’olio sardo si racconta: viaggio nell’Oleificio Pelau con Giulia Mura

today21 Maggio 2025 460 1 1

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L’Oleificio Pelau  trasforma l’olio d’oliva da prodotto a cultura, tra tradizione familiare, innovazione dell’olioturismo e un’accademia dedicata. Intervista a Giulia Mura, titolare dall’oleificio

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    L’olio sardo si racconta: viaggio nell’Oleificio Pelau con Giulia Mura Cristian Asara, Giulia Mura

La Sardegna non è solo mare cristallino e paesaggi mozzafiato, ma anche custode di un’eccellenza che affonda le radici nella sua terra: l’olio d’oliva. Questo è quanto emerso dall’intervista a Giulia Mura, titolare dell’Oleificio Pelau, un’azienda a conduzione familiare situata tra le meravigliose località di Jerzu e Cardedu.

L’eredità di famiglia e le sfide dell’innovazione

Giulia Mura ha preso le redini dell’azienda nel 2008, portando avanti il sogno della nonna Maria. Un’impresa che, pur mantenendo la sua natura familiare con il coinvolgimento di genitori e fratelli (tra cui un enologo), ha saputo aprirsi al mondo internazionale. Le sfide non sono mancate, soprattutto nel far conoscere un prodotto come l’olio che, a differenza del vino, stenta ancora a radicarsi culturalmente nel panorama globale. “Stiamo riuscendo a far conoscere l’olio collaborando, radicando la cultura della condivisione e con diverse associazioni, le donne dell’olio, viaggiando parecchio, studiando, diventando sommelier, assaggiatore,” spiega Giulia.

Le olive dell’Oleificio Pelau

Un polo di cultura e competenza: l’accademia aziendale

L’Oleificio Pelau non è solo un luogo di produzione, ma si sta trasformando in un vero e proprio centro di cultura e formazione. Grazie a un progetto sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Comunità Europea, le antiche tenute di “Josto Miglior” diventeranno un’accademia aziendale operativa dal 1° gennaio 2026. Qui verranno creati percorsi formativi e corsi sull’olio, ospitando enologi e sommelier, con l’obiettivo di “radicare un po’ la consapevolezza perché in Sardegna abbiamo tanto da dare, ma dobbiamo farci conoscere grazie alle competenze,” afferma Giulia.

L’Olioturismo: un modo innovativo di raccontare l’olio

La visione di Giulia si traduce concretamente nell’olioturismo, una passione che la spinge a raccontare l’olio in modo diverso e coinvolgente. “È un turismo di comunità, un modo per raccontare l’olio diversamente, divertendosi, creando eventi,” spiega Giulia. Tra le iniziative, concerti sotto gli ulivi, sessioni di yoga e meditazione, e persino l’inaugurazione di una panchina rossa, simbolo contro la violenza sulle donne, a sottolineare il ruolo dell’ulivo come simbolo di pace e aggregazione.

L’Oleificio Pelau ha introdotto anche degustazioni di olio con abbinamenti sorprendenti, come la torta al cioccolato o la macedonia. Turisti da ogni parte del mondo, in particolare tedeschi, francesi, svizzeri, austriaci e americani, si mostrano entusiasti di scoprire le cultivar e i processi produttivi, rimanendo sorpresi dalla versatilità dell’olio. La mixology creata in collaborazione con le “Donne dell’Olio” ha permesso di far vivere un’esperienza sensoriale unica, stimolando la curiosità e il passaparola.

L’olio sardo alla conquista del mondo

La capacità di raccontare l’olio e, attraverso di esso, l’intero territorio sardo, è la chiave del successo dell’Oleificio Pelau. La sera dell’intervista, Giulia era attesa per un evento di degustazione sul veliero Amerigo Vespucci, a testimonianza del crescente riconoscimento dell’olio sardo a livello nazionale e internazionale.

Radio Smeralda del 21-05-2025

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