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Pelle e abbronzatura: gli errori che mettono a rischio la salute

today24 Giugno 2025 39

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Abbronzatura e melanoma: perché scottarsi da giovani aumenta il rischio in età adulta

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    Pelle e abbronzatura: gli errori che mettono a rischio la salute Giuseppe Valdes

La ricerca dell’abbronzatura perfetta e il desiderio di rimettersi in forma per l’estate spesso ci fanno dimenticare i reali pericoli legati al sole. Negli ultimi anni, la radiazione solare è cambiata, diventando più intensa e rendendo le scottature un evento molto più comune rispetto al passato.

Abbronzatura (Immagine simbolo)

Abbronzatura con le giuste precauzioni

L’esposizione al sole ha senza dubbio i suoi aspetti positivi. Favorisce la produzione di Vitamina D, migliora l’umore e contribuisce al benessere generale. Tuttavia, bisogna prestare attenzione ai danni cutanei legati a un’esposizione eccessiva o inadeguata.

Il Dottor Patrizio Mulas, dermatologo con anni di esperienza, sottolinea che il sole può diventare pericoloso “quando è preso male, nelle ore sbagliate o nelle età sbagliate”. Per evitare danni alla pelle, è fondamentale esporsi al sole nelle fasce orarie meno rischiose, preferibilmente prima delle 10:30-11:00 del mattino e dopo le 17:00. Durante le ore centrali della giornata, tra le 11:00 e le 17:00, l’intensità solare è massima e va evitata. Con queste accortezze è possibile godere dei benefici del sole senza mettere a rischio la salute della pelle.

Bambini e sole: attenzione massima nei primi anni di vita

I bambini sono i soggetti più vulnerabili all’esposizione solare. I danni subiti nei primi anni si manifestano spesso solo in età adulta, aumentando il rischio di patologie cutanee. Il Dottor Mulas consiglia di non esporre mai al sole i bambini prima dei 9 mesi di età.

Successivamente, è essenziale utilizzare creme solari ad alta protezione, basate solo su filtri fisici, come il biossido di titanio e l’ossido di zinco, purché non in nanoparticelle. Oltre alle creme, si raccomanda di far indossare ai più piccoli una maglietta leggera e un cappello a falde larghe, che protegge in modo efficace il viso e il collo. Sono da evitare i cappellini da baseball, che offrono una copertura insufficiente.

Cheratosi attiniche: il campanello d’allarme sulla pelle

Un’esposizione solare eccessiva può portare alla comparsa delle cheratosi attiniche, considerate vere e proprie “precancerosi a rischio”. Si manifestano come chiazze arrossate con squame biancastre, soprattutto sulle zone più esposte al sole, e talvolta risultano dolorose. Queste lesioni sono particolarmente frequenti nei soggetti con fototipo chiaro (carnagione chiara, capelli rossi, biondi o castano chiaro) che si espongono al sole senza le dovute precauzioni.

È importante distinguere le cheratosi attiniche dalle cheratosi seborroiche, che invece sono legate all’invecchiamento e non presentano rischi oncologici. Per le cheratosi attiniche, il trattamento tempestivo è fondamentale e può avvenire tramite crioterapia o con l’utilizzo di creme specifiche. Tuttavia, la miglior prevenzione rimane una corretta protezione durante le esposizioni solari.

Melanoma: diagnosi precoce e protezione salvano la vita

Tra i tumori cutanei, il melanoma rappresenta una delle forme più aggressive. Negli ultimi anni, anche in Sardegna, i casi sono aumentati, raggiungendo le percentuali nazionali. Il Dottor Mulas, che ha operato e seguito oltre 1300 melanomi all’Ospedale Oncologico di Cagliari tra il 1998 e il 2015, sottolinea l’importanza della diagnosi precoce.

È fondamentale monitorare i nei che cambiano aspetto, ricorrendo a controlli dermatologici mirati e all’utilizzo del dermatoscopio, uno strumento in grado di analizzare in profondità le lesioni pigmentarie. In molti casi, nel corso dei controlli, si scoprono anche epiteliomi come i basocellulari, tumori maligni locali che non danno metastasi ma possono essere altamente infiltranti e causare danni funzionali, soprattutto se localizzati in aree delicate come il contorno occhi.

Il sole e i giovani: attenzione alle scottature

Un dato allarmante riguarda l’età delle prime scottature. Scottarsi prima dei 20 anni aumenta il rischio di melanoma dell’80%. Dopo questa soglia, il rischio si riduce al 17-20%, ma resta comunque presente. Per questo motivo, la protezione solare in età pediatrica e adolescenziale è una priorità assoluta. Il melanoma è strettamente collegato all’esposizione ai raggi UV, soprattutto nei soggetti con fototipo 1, 2 e 3, ossia carnagioni chiare che si abbronzano difficilmente.

Non solo la pelle è a rischio: anche gli occhi possono subire danni dall’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti, con la possibile insorgenza di melanomi oculari, sebbene siano meno comuni. Il Dottor Mulas ricorda che, grazie a trattamenti specialistici, è possibile intervenire con successo anche su melanomi oculari, preservando la funzionalità visiva.

Prevenzione e controlli: le armi migliori contro i tumori della pelle

L’adozione di semplici regole di comportamento al sole, l’uso di creme protettive adeguate e controlli periodici rappresentano gli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di tumori cutanei e proteggere la salute. Conoscere il proprio fototipo, esporsi correttamente e non trascurare segnali come cambiamenti nei nei o lesioni sospette può davvero fare la differenza. La protezione dal sole non è solo una questione estetica, ma una scelta di prevenzione consapevole per la salute della pelle e dell’organismo.

 

Intervista a cura di Egidiangela Sechi
La Strambata del 24-06-2025

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