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Pelle e abbronzatura: gli errori che mettono a rischio la salute Giuseppe Valdes
La ricerca dell’abbronzatura perfetta e il desiderio di rimettersi in forma per l’estate spesso ci fanno dimenticare i reali pericoli legati al sole. Negli ultimi anni, la radiazione solare è cambiata, diventando più intensa e rendendo le scottature un evento molto più comune rispetto al passato.

L’esposizione al sole ha senza dubbio i suoi aspetti positivi. Favorisce la produzione di Vitamina D, migliora l’umore e contribuisce al benessere generale. Tuttavia, bisogna prestare attenzione ai danni cutanei legati a un’esposizione eccessiva o inadeguata.
Il Dottor Patrizio Mulas, dermatologo con anni di esperienza, sottolinea che il sole può diventare pericoloso “quando è preso male, nelle ore sbagliate o nelle età sbagliate”. Per evitare danni alla pelle, è fondamentale esporsi al sole nelle fasce orarie meno rischiose, preferibilmente prima delle 10:30-11:00 del mattino e dopo le 17:00. Durante le ore centrali della giornata, tra le 11:00 e le 17:00, l’intensità solare è massima e va evitata. Con queste accortezze è possibile godere dei benefici del sole senza mettere a rischio la salute della pelle.
I bambini sono i soggetti più vulnerabili all’esposizione solare. I danni subiti nei primi anni si manifestano spesso solo in età adulta, aumentando il rischio di patologie cutanee. Il Dottor Mulas consiglia di non esporre mai al sole i bambini prima dei 9 mesi di età.
Successivamente, è essenziale utilizzare creme solari ad alta protezione, basate solo su filtri fisici, come il biossido di titanio e l’ossido di zinco, purché non in nanoparticelle. Oltre alle creme, si raccomanda di far indossare ai più piccoli una maglietta leggera e un cappello a falde larghe, che protegge in modo efficace il viso e il collo. Sono da evitare i cappellini da baseball, che offrono una copertura insufficiente.
Un’esposizione solare eccessiva può portare alla comparsa delle cheratosi attiniche, considerate vere e proprie “precancerosi a rischio”. Si manifestano come chiazze arrossate con squame biancastre, soprattutto sulle zone più esposte al sole, e talvolta risultano dolorose. Queste lesioni sono particolarmente frequenti nei soggetti con fototipo chiaro (carnagione chiara, capelli rossi, biondi o castano chiaro) che si espongono al sole senza le dovute precauzioni.
È importante distinguere le cheratosi attiniche dalle cheratosi seborroiche, che invece sono legate all’invecchiamento e non presentano rischi oncologici. Per le cheratosi attiniche, il trattamento tempestivo è fondamentale e può avvenire tramite crioterapia o con l’utilizzo di creme specifiche. Tuttavia, la miglior prevenzione rimane una corretta protezione durante le esposizioni solari.
Tra i tumori cutanei, il melanoma rappresenta una delle forme più aggressive. Negli ultimi anni, anche in Sardegna, i casi sono aumentati, raggiungendo le percentuali nazionali. Il Dottor Mulas, che ha operato e seguito oltre 1300 melanomi all’Ospedale Oncologico di Cagliari tra il 1998 e il 2015, sottolinea l’importanza della diagnosi precoce.
È fondamentale monitorare i nei che cambiano aspetto, ricorrendo a controlli dermatologici mirati e all’utilizzo del dermatoscopio, uno strumento in grado di analizzare in profondità le lesioni pigmentarie. In molti casi, nel corso dei controlli, si scoprono anche epiteliomi come i basocellulari, tumori maligni locali che non danno metastasi ma possono essere altamente infiltranti e causare danni funzionali, soprattutto se localizzati in aree delicate come il contorno occhi.
Un dato allarmante riguarda l’età delle prime scottature. Scottarsi prima dei 20 anni aumenta il rischio di melanoma dell’80%. Dopo questa soglia, il rischio si riduce al 17-20%, ma resta comunque presente. Per questo motivo, la protezione solare in età pediatrica e adolescenziale è una priorità assoluta. Il melanoma è strettamente collegato all’esposizione ai raggi UV, soprattutto nei soggetti con fototipo 1, 2 e 3, ossia carnagioni chiare che si abbronzano difficilmente.
Non solo la pelle è a rischio: anche gli occhi possono subire danni dall’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti, con la possibile insorgenza di melanomi oculari, sebbene siano meno comuni. Il Dottor Mulas ricorda che, grazie a trattamenti specialistici, è possibile intervenire con successo anche su melanomi oculari, preservando la funzionalità visiva.
L’adozione di semplici regole di comportamento al sole, l’uso di creme protettive adeguate e controlli periodici rappresentano gli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di tumori cutanei e proteggere la salute. Conoscere il proprio fototipo, esporsi correttamente e non trascurare segnali come cambiamenti nei nei o lesioni sospette può davvero fare la differenza. La protezione dal sole non è solo una questione estetica, ma una scelta di prevenzione consapevole per la salute della pelle e dell’organismo.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
La Strambata del 24-06-2025
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