• home Home
  • keyboard_arrow_right Podcast
  • keyboard_arrow_rightSardegna, dermatite bovina: il caso Orani e il mistero del contagio

Interviste

Sardegna, dermatite bovina: il caso Orani e il mistero del contagio

today26 Giugno 2025 135

Sfondo
share close

Allarme dermatite bovina in Sardegna: il caso Orani e il mistero del contagio

  • cover play_arrow

    Sardegna, dermatite bovina: il caso Orani e il mistero del contagio Manuel Cozzolino

Dopo la lingua blu, l’invasione delle cavallette e la peste suina, le campagne sarde devono ora affrontare una nuova emergenza sanitaria: la dermatite nodulare contagiosa bovina. Il virus ha colpito duramente il territorio del Nuorese, mettendo in allarme allevatori e istituzioni per le possibili conseguenze sul comparto zootecnico isolano.

dermatite bovina
Manifestaizone della Dermatite Virale Contagiosa (L’Unione Sarda)

L’allarme degli allevatori: “Fenomeno sfuggito al controllo”

Sergio Sulas, allevatore e rappresentante dell’associazione Boes, ha espresso in diretta la forte preoccupazione del settore. “È una malattia nuova, difficile da controllare e potenzialmente devastante. Il rischio è per tutto il patrimonio bovino dell’isola”, spiega. Il Nuorese è infatti l’area con la maggiore concentrazione di allevamenti da carne, ed è proprio qui che si è registrato il maggior numero di casi.

dermatite bovina
Sergio Sulas (L’Unione Sarda)

Zone di protezione e sorveglianza già attive

Le autorità hanno già istituito due aree attorno al focolaio di Orani e Orotelli: una zona di protezione con raggio di 20 km e una di sorveglianza fino a 50 km. Il timore è che la diffusione dell’infezione, ancora poco conosciuta, possa sfuggire al controllo e allargarsi ulteriormente, anche a causa della mancanza di informazioni certe sul vettore.

Una malattia non così “esotica”: precedenti nei Balcani

Sulas sottolinea come la dermatite nodulare sia definita “esotica”, ma in realtà sia già da tempo presente nei Balcani, in paesi come Croazia, Slovenia, Montenegro e Albania, con casi registrati anche in Israele fin dal 2019. “Non è affatto nuova per l’Europa dell’Est, ma è una novità per noi. Dobbiamo attrezzarci per rispondere con prontezza”, dichiara.

Dermatite bovina: il caso Orani e il mistero del contagio

L’arrivo della malattia a Orani solleva molte domande. “Perché qui e non in una zona costiera, dove ci sono più scambi?” si chiede Sulas. La spiegazione più accreditata è la trasmissione tramite insetti, come zanzare e mosche, veicolati dai venti o da navi provenienti da paesi esteri. Il dubbio resta forte, anche perché gli allevamenti della zona sono contigui e vicinissimi tra loro, facilitando la propagazione.

Il ruolo del fiume Tirso e degli insetti vettori

Il fiume Tirso, che attraversa i territori interessati, potrebbe rappresentare un corridoio naturale per la diffusione degli insetti vettori. Alcuni dati parlano di una capacità di propagazione del virus fino a 5-6 km al giorno, rendendo estremamente difficile arginare l’espansione della malattia. Secondo Sulas, la catena dei contagi potrebbe essere ricostruita partendo dai tempi di incubazione stimati tra 14 e 28 giorni.

Primo focolaio anche a Mantova: rischio espansione nazionale

Il presidente di Coldiretti ha confermato l’individuazione di un focolaio anche a Mantova. Uno dei vitelli infetti proviene da un allevamento di Orani, ora sotto osservazione. Per Sulas, questo rende ancora più evidente la necessità di una risposta collettiva e coordinata. “Siamo tutti nella stessa barca, bisogna affrontare l’emergenza insieme”, afferma.

Intervista a cura di Egidiangela Sechi
La Strambata del 26-06-2025

Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina


IntervisteLa Strambata

Rate it