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Sardegna: la battaglia per i demani civici, un tesoro collettivo a rischio

today22 Luglio 2025 58

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Demani civici Sardegna: il GRIG rivela abusi e soluzioni per il patrimonio ambientale

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    Sardegna: la battaglia per i demani civici, un tesoro collettivo a rischio Alessandra Carta e Stefano Deliperi

La Sardegna custodisce un inestimabile tesoro naturale, costituito da ampie terre di proprietà collettiva. Circa il 13% dell’intera isola è infatti formato dai cruciali demani civici, un’estensione territoriale considerevole. Si tratta di centinaia di migliaia di ettari, la cui proprietà non è statale né privata, bensì collettiva e condivisa. Stefano Deliperi, presidente del Grig, evidenzia costantemente la loro cruciale importanza per la salvaguardia dell’ambiente sardo. Queste vaste aree rappresentano una risorsa vitale, configurandosi come una vera e propria cassaforte naturale per l’intera collettività isolana. Come Stefano Deliperi afferma con fermezza: Stiamo parlando di centinaia di migliaia di ettari, è a uso civico, son terre collettive, una grande risorsa, una grande cassaforte di natura, se vogliamo usare questo termine. È assolutamente fondamentale salvaguardare e gestire attentamente questo prezioso patrimonio per le future generazioni sarde.

Domus de Maria, Torre costiera di Piscinnì

Cosa sono i demani civici

I demani civici sono primariamente terre di proprietà delle specifiche collettività locali sarde e non appartengono a un singolo cittadino, né al comune. La titolarità legale è infatti dei cittadini residenti nel loro complesso, garantendo un uso condiviso per il bene comune. Queste particolari terre devono essere utilizzate esclusivamente per il benessere collettivo e la prosperità di tutti gli abitanti. Possono includere boschi rigogliosi, vasti pascoli, importanti corsi d’acqua e significative aree costiere della Sardegna. La loro corretta e oculata gestione è vitale per la piena fruizione collettiva e la salvaguardia ambientale dell’isola. Stefano Deliperi spiega chiaramente la loro natura: Son terre collettive, non sono proprietà private, non sono proprietà pubbliche sono proprietà delle collettività locali, sono i demani civici, i terreni a uso civico. La loro funzione essenziale sottolinea l’importanza di questa particolare natura giuridica distintiva nel panorama sardo.

Gli abusi e le sfide attuali

Purtroppo, negli ultimi decenni si sono verificati numerosi utilizzi scorretti e problematici di queste preziose aree. Molte amministrazioni comunali hanno venduto questi terreni, agendo come se fossero parte del proprio patrimonio e non potevano farlo. Questo ha portato alla creazione di lottizzazioni costiere spesso abusive, specialmente nella costa nord orientale sarda. Interi quartieri sono addirittura sorti su terre collettive, talvolta anche per legittime necessità abitative della popolazione. Stefano Deliperi ha dichiarato chiaramente: “Molte volte è accaduto che amministrazioni comunali abbiano venduto questi terreni come se fossero appartenenti al patrimonio del comune e non potevano farlo”. Questi gravi abusi hanno seriamente compromesso il prezioso patrimonio collettivo sardo, alterandone la sua funzione originale.

Stefano Deliperi, presidente del Gruppo Intervento Giuridico

Nuove soluzioni e recuperi importanti

Fortunatamente, una nuova normativa nazionale è entrata finalmente in vigore, offrendo importanti nuove speranze per la tutela. Questa innovativa legge consente ai comuni di richiedere specifici trasferimenti di diritti d’uso civico in modo regolamentato. Tali diritti si spostano così da aree ormai irreversibilmente compromesse o edificate nel tempo, garantendo un equilibrio. Vengono trasferiti a terreni pubblici di alto valore naturale e ambientale, riqualificando il patrimonio collettivo. Questo processo risolve situazioni difficili per molti cittadini incolpevoli, garantendo loro finalmente stabilità e certezza. Permette altresì di ripristinare i demani civici originali, rafforzando così significativamente la loro integrità territoriale. Alcune significative operazioni di recupero sono già state realizzate con notevole successo sul territorio sardo. Un esempio importante è il riuscito recupero di decine di ettari a Carloforte, specificamente in Via Bonaria. Stefano Deliperi afferma: È entrata in vigore, fortunatamente, dopo tante insistenze una normativa nazionale che consente ai comuni di presentare richieste di trasferimento dei diritti d’uso civico da terreni che ormai hanno perso irreversibilmente quelle caratteristiche di bosco, pascolo verso terreni invece che hanno alto valore naturale. Questo rappresenta un passo avanti cruciale e necessario per la tutela del prezioso patrimonio collettivo.

Una garanzia per le generazioni future

Circa il novantadue percento dei comuni sardi possiede attualmente terre collettive sul proprio territorio, un dato significativo. Questo dato dimostra chiaramente l’ampia estensione e la profonda importanza del fenomeno sull’isola, evidenziando la sua capillarità. La gestione corretta di queste aree è assolutamente fondamentale per il futuro e la sostenibilità del territorio sardo. Rappresenta un impegno costante e imprescindibile per la salvaguardia ambientale nel lungo termine per tutta l’isola. I demani civici sono una garanzia di ambiente e benessere per chi verrà dopo di noi in Sardegna. Preservare il loro intrinseco valore naturale deve essere una priorità assoluta per le amministrazioni locali e regionali. Stefano Deliperi sottolinea: La gestione corretta delle terre collettive significa anche soprattutto conservare il valore ambientale di terreni importantissimi per chi verrà dopo di noi. Essi rappresentano una risorsa indispensabile e insostituibile per l’intera Sardegna, un patrimonio da custodire.

Intervista a cura di Alessandra Carta
Caffè Corretto del 22-07-2025

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