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Addio a Ozzy Osbourne: la leggenda dell’heavy metal si spegne a 76 anni stage@radiolina.it
L’iconica voce dell’heavy metal, Ozzy Osbourne, storico frontman dei Black Sabbath, è scomparso all’età di 76 anni. Malato da tempo e afflitto dal morbo di Parkinson, solo pochi giorni prima del decesso ha sfidato la malattia partecipando a un grandioso concerto-evento di addio alle scene allo stadio della sua squadra del cuore a Birmingham, sua città natale, un addio iconico che ha visto decine di migliaia di fan e artisti di fama mondiale.

Era il venerdì 13 febbraio 1970 quando la sua voce si levò nel celebre brano “Black Sabbath“. In quel momento, il mondo fece i conti con un sound molto cupo, molto duro e aspro. Probabilmente lì, nonostante i Led Zeppelin fossero usciti con il loro primo album un anno prima, è nato effettivamente l’heavy metal. Molti artisti hanno dichiarato: “senza i Black Sabbath non ci saremmo stati neanche noi“.
Ozzy è stato il frontman della band per circa dieci anni, fino al 1979. I Black Sabbath nacquero quando lui aveva appena 20 o 21 anni. Ozzy, Gezzer Butler, Bill Ward e Tony Iommi fondarono il gruppo. Presero il nome da un film di Mario Bava, un regista italiano. L’iconografia di Ozzy include gli eccessi e l’immagine di “Principe delle Tenebre”. Si narra che un giorno morse la testa a un pipistrello vivo, credendolo di gomma. Dopo il 1979, Ozzy cadde in una fortissima crisi depressiva. Fu letteralmente salvato e rinacque grazie a Sharon Arden, diventata sua moglie e manager.
La carriera solista di Ozzy ha trattato temi inattesi, lontani dal metal. È stato capace di parlare di pace, amore, della madre e di disarmo con convinzione. I suoi album, come “Ordinary Man” e “Patient Number 9”, hanno un profilo artistico elevatissimo. Ospiti come Elton John hanno partecipato ai suoi lavori più recenti. Ozzy amava molto anche le ballade e le canzoni più soft come cantautore. Poteva essere ascoltato anche da chi non amava la musica estrema. La sua storia è la storia della musica rock e metal, semplice ma unica.
Ozzy Osbourne è sempre stato un “eterno bambino” e un “ragazzino monello”. Nato con problemi di balbuzie e dislessia, ha inseguito il sogno di diventare cantante. Voleva essere una rockstar dopo aver sentito i Beatles. Ozzy è riuscito a essere il re del suo genere fino alla fine. Pochi giorni prima di morire, ha organizzato un concerto allo stadio della sua squadra. Erano presenti 50-60.000 persone e grandi artisti mondiali. Ha salutato i suoi fan dal palco, quasi infermo, su un gigantesco trono satanico.
Questa chiusura ha reso la sua carriera perfettamente circolare. La serie televisiva “The Osbournes” su MTV, durata tre anni, ebbe un enorme successo. Ozzy ha dimostrato generosità raccogliendo 190 milioni contro il Parkinson. Ha riunito anche lo storico quartetto dei Black Sabbath dopo otto anni. Ozzy ci lascia un’eredità musicale straordinaria, dimostrando di aver realizzato appieno il suo desiderio: “voleva essere qualcuno e c’è riuscito appieno”.
Intervista a cura di Giulio Zasso e Michele Ruffi
La Strambata del 23-07-2025
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