Un maxi-bottino è sfumato e la Sardegna è sotto la lente investigativa dopo il fallito assalto a un portavalori della Mondialpol avvenuto ieri alle porte di Sant’Andrea Frius, sulla Statale 387. Le indagini dei Carabinieri proseguono senza sosta per rintracciare i dieci o più malviventi coinvolti in un’azione che, seppur meticolosamente preparata, è clamorosamente fallita, probabilmente a causa di un’improvvisa mancanza di sincronia tra i banditi.
L’assalto era stato pianificato con cura: studio del colpo, furto dei mezzi da utilizzare – un camion distrutto, un altro mezzo pesante carico di sabbia posizionato a distanza, una Fiat Multipla data alle fiamme – tutti piazzati tra il 29° e il 30° chilometro della Statale 387 per bloccare il furgone blindato.
Tuttavia, il tentativo è stato vanificato dall’abilità e prontezza del conducente del portavalori, che con una manovra improvvisa è riuscito a evitare la trappola. Secondo le prime ricostruzioni, i banditi potrebbero non essersi sincronizzati sull’accensione delle fiamme sulle auto bruciate. I vigilantes a bordo, in particolare chi era alla guida, hanno percepito la “puzza di bruciato” e hanno invertito la marcia, sventando il colpo.
I Carabinieri sono mobilitati in tutta la Sardegna nella ricerca dei criminali. Durante la giornata e la notte sono state interrogate diverse persone e sono state raccolte numerose testimonianze che potrebbero rivelarsi cruciali per l’economia delle indagini. I controlli si concentrano anche sulla carcassa di un’auto bruciata e su altre vetture che potrebbero essere state utilizzate dai malviventi. Non si esclude che la grossa banda fosse composta da individui provenienti da diverse località dell’Isola, ognuno con un ruolo ben preciso all’interno dell’operazione. La ricerca si concentra su un “comando di 10 persone”.
A cura di Emanuele Dessì – Direttore testate giornalistiche Gruppo Unione Sarda
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