play_arrow
A Nuoro la rinascita di Francesco Delpiano riceve il riconoscimento Grazia Deledda Stefano Birocchi, Francesco Delpiano
A Nuoro, durante l’evento “Aspettando il Nobel”, il premio letterario nazionale Grazia Deledda assegna il riconoscimento speciale “Rinascita” a Francesco Delpiano, ingegnere nuorese, vittima di un tragico incidente, per il suo libro “Tutto il mare che ho nel cuore. Ma davvero possiamo cambiare il nostro destino?”. «Ho deciso di recuperare il nome Francesco per riprendere pieno possesso della mia identità», ha spiegato l’autore durante l’intervista radiofonica, sottolineando il valore simbolico della scelta.

La manifestazione ha visto anche la premiazione di Francesco Abate, vincitore del premio speciale narrativa, confermando Nuoro come centro culturale di rilievo nazionale nel segno di Grazia Deledda. «Il mio libro nasce come un mosaico di frammenti e colori», ha dichiarato Delpiano, collegando il riconoscimento al senso profondo del suo percorso umano e creativo.
Nel 2000, a trentatré anni, un tragico incidente ha cambiato radicalmente la vita di Delpiano, mettendolo di fronte a una ricostruzione totale, personale e professionale.
«Mi chiesi se davvero la mia vita dovesse finire su un letto o su una sedia a rotelle», ha raccontato, spiegando l’origine della sua reazione interiore.
L’opera “Tutto il mare che ho nel cuore. Ma davvero possiamo cambiare il nostro destino?” è un’autobiografia strutturata come un’opera visiva, fatta di tasselli che trovano senso solo insieme. «I singoli frammenti sembrano insignificanti, ma composti creativamente restituiscono un’immagine definita», ha affermato Delpiano, descrivendo la struttura narrativa del libro.
Di fronte alla sofferenza, Delpiano ha scelto di non fuggire, ma di entrare pienamente nell’esperienza, trasformandola in consapevolezza e progetto di rinascita.
«Anziché galleggiare, ho scelto di sprofondare sul fondo per capire dove mi trovassi», ha detto, usando una metafora forte per spiegare la sua decisione.
Oggi Delpiano è manager internazionale, atleta paralimpico e counselor, portando la sua testimonianza come esempio concreto di resilienza e cambiamento possibile.
«La vita offre infiniti piccoli grandi regali anche nel dramma, se impariamo a decodificarli», ha concluso, lasciando un messaggio di speranza al pubblico.
Intervista a cura di Stefano Birocchi
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina