Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha annunciato un’intesa ormai definita con la Repubblica Islamica dell’Iran, con la previsione della riapertura dello Stretto di Hormuz e la rimozione del blocco navale statunitense. Secondo la comunicazione diffusa su Truth Social, il transito marittimo globale verrebbe ripristinato in modo graduale, con operazioni di sminamento e una firma ufficiale attesa nei prossimi giorni. L’area, strategica per il commercio energetico mondiale, tornerebbe così al centro degli equilibri geopolitici e dei flussi petroliferi internazionali. Enrico Fresu, coordinatore del sito UnioneSarda.it, è intervenuto in studio per commentare la notizia.

Nel successivo intervento al New York Times, Donald Trump ha rilanciato accuse e pressioni su Teheran, affermando di aver evitato un possibile attacco nucleare contro Israele guidato da Benjamin Netanyahu. Dall’altra parte, le forze armate iraniane hanno rivendicato una posizione di forza, dichiarando di aver “imposto la propria volontà”. Il confronto retorico evidenzia un equilibrio ancora fragile, nonostante l’annuncio dell’accordo, con il rischio che i negoziati sul programma nucleare iraniano restino altamente instabili.
In questo contesto di forte tensione internazionale, la premier italiana Giorgia Meloni ha confermato la disponibilità dell’Italia a sostenere il percorso diplomatico. Roma si propone così come attore di equilibrio nel Mediterraneo e nel Medio Oriente, puntando su una linea istituzionale e multilaterale. La posizione italiana si inserisce in uno scenario europeo più ampio, in cui la stabilità energetica e la sicurezza delle rotte commerciali restano priorità strategiche condivise.
Intervista a cura di Massimiliano Rais
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