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Addio forma fisica dopo l’estate? La verità che ti farà tirare un sospiro di sollievo Cristian Asara
Rientrare dalle ferie con il proposito di smaltire aperitivi e gelati in sole quarantotto ore è un grande classico. Si varca la soglia della palestra carichi di buone intenzioni, pronti a sollevare gli stessi carichi di luglio o a correre per chilometri senza sosta, salvo poi ritrovarsi il giorno dopo bloccati a letto senza riuscire a scendere le scale. Il corpo, dopo una pausa, entra semplicemente in una fase di rallentamento fisiologico: non ha azzerato i progressi di mesi, ma ha messo a riposo alcuni ritmi. Pretendere il massimo fin dalla prima seduta è il modo migliore per collezionare dolori inutili, quando invece servirebbe solo un pizzico di buonsenso.
Durante le settimane di relax l’organismo rallenta i motori, ma non dimentica tutto all’improvviso. Il primo parametro a calare è il fiato: la capacità cardiovascolare scende abbastanza in fretta, ed ecco perché una rampa di scale può sembrare subito una scalata impegnativa. La massa muscolare e la forza, al contrario, sono molto più resistenti e mantengono una memoria solida del lavoro svolto in precedenza. Chi ha continuato a muoversi, nuotando o camminando sul lungomare, riparte con un buon vantaggio rispetto a chi ha scelto il riposo totale. La struttura muscolare conserva gran parte del potenziale passato: basta solo risvegliarla con gradualità, evitando di forzare i tempi.

Il tranello più comune della ripartenza si nasconde nella mente: la memoria ricorda carichi elevati e scatti veloci, mentre tendini e articolazioni chiedono tregua. I tessuti connettivi impiegano più tempo ad adattarsi rispetto all’entusiasmo della testa. Spingere subito sull’acceleratore genera dolori muscolari intensi nei giorni successivi, un segnale che non indica un buon allenamento, ma semplicemente un sovraccarico eccessivo. L’obiettivo delle prime sedute non è stupire chi guarda, ma riabituare l’apparato motorio al lavoro senza rischiare stiramenti o infiammazioni noiose.
Per ricominciare con profitto basta abbassare le aspettative e alleggerire il carico di lavoro. In sala pesi conviene ridurre serie e chili sul bilanciere, concentrandosi sulla corretta esecuzione del movimento e sulla mobilità articolare. Chi ama la corsa può alternare camminata e passo svelto, valutando la reazione delle gambe nelle ore successive. Pianificare cinque o sei allenamenti consecutivi per colmare i giorni persi è un errore controproducente; due o tre sessioni ben distanziate nella settimana offrono il giusto equilibrio per riattivarsi con serenità.
Settembre porta spesso con sé la tentazione di combinare sessioni estenuanti e regimi alimentari da fame. Questa accoppiata toglie lucidità e priva l’organismo del carburante necessario per riparare i tessuti. Il corpo ha bisogno di nutrienti completi: carboidrati per l’energia, proteine per ricostruire i muscoli e grassi sani, insieme a frutta, verdura e tanta acqua, elemento spesso trascurato appena le temperature calano. Una gestione bilanciata dei pasti quotidiani e un sonno regolare funzionano molto meglio di qualsiasi beverone miracoloso.
L’ostacolo più grande del rientro resta spesso la testa. Rimettere l’orologio della routine quotidiana al proprio posto costa fatica, soprattutto quando i numeri sulla scheda o sull’orologio sportivo non sono quelli di prima. La vera vittoria iniziale non coincide con un nuovo record personale, ma semplicemente con il fatto di presentarsi all’allenamento con il sorriso. Chiudere una sessione sentendosi ancora attivi, invece che distrutti, regala la spinta giusta per tornare anche la settimana successiva, trasformando il movimento in un piacere duraturo.
Radio Smeralda del 09 -09-2026
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