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Aeroporti in Sardegna, il piano di fusione divide la politica

today11 Marzo 2026 73

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Fusione degli aeroporti in Sardegna: perché il progetto fa discutere?

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    Aeroporti in Sardegna, il piano di fusione divide la politica Giuseppe Valdes

Il progetto della fusione degli aeroporti in Sardegna sotto un’unica società sta dividendo la maggioranza e sollevando dubbi tra imprese, cittadini e operatori del settore. Alessandra Carta, giornalista de L’Unione Sarda ha analizzato i possibili effetti della riforma, tra equilibri politici, ricorsi giudiziari e impatti sul diritto alla mobilità dei sardi.

Aeroporto (Immagine simbolo)

Come sono gestiti oggi gli aeroporti sardi

Attualmente la gestione degli aeroporti è divisa: lo scalo di Aeroporto di Cagliari-Elmas è controllato dalla Camera di Commercio di Cagliari-Oristano, mentre gli aeroporti Olbia Costa Smeralda e Alghero-Fertilia fanno capo a un fondo di investimento infrastrutturale. L’idea sul tavolo della politica regionale è quella di creare una gestione unica per tutti gli aeroporti sardi, ma il progetto è molto contestato e, soprattutto, è ancora legato a una partita giudiziaria aperta.

Fusione degli aeroporti: il ricorso al Tribunale di Cagliari

Uno dei principali ostacoli alla fusione è rappresentato dal ricorso aperto davanti al Tribunale di Cagliari, promosso dalla stessa Regione nel 2023 quando la giunta era guidata dal centrodestra. La questione riguarda la fusione tra le società che gestiscono gli aeroporti del nord Sardegna, un passaggio che secondo i giudici non poteva essere effettuato senza il consenso della Regione, socio di minoranza nella società che gestisce lo scalo di Alghero.

Secondo l’interpretazione del tribunale, infatti, un cambiamento dell’assetto societario richiede l’accordo di tutti i soci, compresi quelli con quote minori. Per questo motivo il procedimento è ancora aperto e la discussione nel merito è fissata per il 7 luglio.

Questo significa che, fino alla decisione definitiva, qualsiasi progetto di fusione degli aeroporti potrebbe restare bloccato. Nel frattempo la Regione starebbe valutando anche un nuovo investimento pubblico da circa 30 milioni di euro per entrare nella futura società unica di gestione.

Il nodo politico: perché unificare gli aeroporti che funzionano?

Uno dei punti più discussi riguarda la situazione dello scalo di Cagliari. L’Aeroporto di Cagliari-Elmas registra infatti circa 5 milioni di passeggeri all’anno e utili vicini ai 10 milioni, dati che lo rendono uno degli aeroporti più solidi del sistema regionale. Proprio per questo motivo molti osservatori si chiedono perché modificare un modello pubblico che funziona.

La fusione potrebbe portare a una maggiore influenza dei fondi di investimento nella gestione degli scali, con il rischio che le scelte vengano guidate soprattutto da logiche di profitto. Il timore più citato riguarda la possibilità che una società unica decida di concentrare i voli su alcuni aeroporti a scapito di altri, con il rischio teorico di ridurre o ridimensionare gli scali meno redditizi. L’Aeroporto di Alghero-Fertilia potrebbe risultare più vulnerabile rispetto ad altri scali più grandi o meglio collegati.

Continuità territoriale: cosa cambia dal 29 marzo

Un altro tema centrale riguarda la continuità territoriale aerea, cioè il sistema che garantisce collegamenti a prezzi calmierati tra la Sardegna e la penisola. Il nuovo modello entrerà in vigore il 29 marzo e interesserà soprattutto le tratte tra gli aeroporti sardi e le città di Roma e Milano.

Tra le principali novità:

  • Prezzi più bassi per i residenti in Sardegna

  • Estensione delle tariffe agevolate anche ai parenti fino al terzo grado

  • Assenza di tetto massimo per i passeggeri non residenti

Secondo molti operatori del settore turistico, proprio quest’ultimo punto potrebbe avere conseguenze importanti. Senza un limite alle tariffe, nei periodi di alta domanda i prezzi dei voli potrebbero salire molto, come accade già durante l’estate.

Il problema dei prezzi dei voli e delle compagnie low cost

Il tema dei costi dei voli riguarda anche le compagnie low cost, come Ryanair, easyJet e Volotea. Negli ultimi anni queste compagnie hanno garantito molti collegamenti da e per la Sardegna, ma nei periodi di maggiore richiesta le tariffe possono crescere rapidamente, soprattutto nelle prenotazioni sotto data. Un altro tema riguarda la tassa comunale di circa 6,50 euro su ogni biglietto aereo in partenza, che secondo Ryanair dovrebbe essere ridotta o eliminata per incentivare nuovi investimenti.

La compagnia irlandese ha proposto infatti di aumentare le rotte e portare fino a due milioni di passeggeri in più in Sardegna, a patto di ridurre questo costo. Una misura che però comporterebbe per la Regione una spesa stimata tra i 10 e i 30 milioni di euro l’anno.

Mobilità e turismo: una partita decisiva per la Sardegna

Il dibattito sugli aeroporti non riguarda soltanto la gestione degli scali, ma tocca un tema fondamentale per un’isola: il diritto alla mobilità. Per la Sardegna, infatti, i collegamenti aerei rappresentano una infrastruttura strategica, indispensabile sia per i residenti sia per il turismo.

Proprio per questo la discussione sulla fusione degli aeroporti, sulla continuità territoriale e sui costi dei voli avrà un impatto diretto sull’economia e sulla vita quotidiana dei sardi. Nei prossimi mesi saranno decisivi sia l’esito del ricorso al Tribunale di Cagliari, sia le scelte politiche della Regione sulla gestione degli aeroporti e sulle politiche di trasporto aereo.

La Strambata del 11-03-2026

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