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Agroalimentare Sardegna, importazioni in crescita del 27,2% Manuel Cozzolino
Il commercio agroalimentare italiano raggiunge un nuovo record, con esportazioni superiori a 72 miliardi di euro e una crescita del 5,6%. «È un risultato che testimonia forza e riconoscibilità dell’agroalimentare italiano nel mondo», spiega Alessio Tola, direttore del Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia del Crea.

Negli ultimi dieci anni, l’export agroalimentare italiano è quasi raddoppiato, confermando la crescente competitività delle produzioni nazionali sui mercati internazionali. «Esportiamo molto e sempre meglio, soprattutto prodotti trasformati ad alto valore aggiunto», sottolinea Tola. Le importazioni sono però cresciute del 10,1%, raggiungendo circa 72,45 miliardi di euro e determinando un saldo negativo di circa 426 milioni. «Continuiamo ad avere una significativa dipendenza dall’estero per alcune materie prime agricole», evidenzia l’esperto.
In Sardegna il quadro appare più critico: le esportazioni agroalimentari hanno raggiunto 273 milioni di euro, con una crescita dell’1%, mentre le importazioni sono arrivate a quasi 560 milioni. «Importiamo oltre il doppio di quanto esportiamo, e questo rappresenta il valore più critico fra tutte le regioni italiane», afferma Tola. Particolarmente significativo è l’aumento delle importazioni regionali, pari al 27,2%, quasi tre volte superiore alla crescita media nazionale. «L’aumento delle importazioni sarde del 27,2% è quasi tre volte la crescita media nazionale, pari al 10,1%», sottolinea Tola.
Nonostante il forte squilibrio commerciale, la Sardegna dispone di produzioni agroalimentari con importanti capacità di penetrazione sui mercati internazionali. «La Sardegna possiede produzioni di straordinaria capacità di penetrazione commerciale internazionale», evidenzia Tola. La sfida consiste quindi nel valorizzare maggiormente queste produzioni, rafforzando organizzazione, strategie commerciali e politiche di sostegno all’internazionalizzazione. «Dobbiamo organizzare al meglio le risorse e farne una componente strategica maggiormente sentita», sostiene Tola.
Tra gli elementi che condizionano la competitività regionale c’è anche l’insularità, che si aggiunge alle difficoltà organizzative del sistema produttivo e commerciale. «L’insularità è sicuramente una delle problematiche, ma l’aspetto organizzativo generale certamente non facilita lo sviluppo delle nostre performance», spiega Tola. Per rafforzare l’agroalimentare sardo sarà quindi necessario ridurre la dipendenza dall’estero e aumentare la capacità di esportazione, puntando sulle produzioni maggiormente riconoscibili e competitive. «Le nostre produzioni hanno una straordinaria capacità di penetrazione commerciale internazionale», conclude Tola.
Intervista a cura di Matteo Vercelli
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