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“Alberi erranti” di Salvatore Mereu arriva nelle sale della Sardegna Egidiangela Sechi, Salvatore Mereu
Arriva nelle sale cinematografiche della Sardegna “Alberi erranti”, il nuovo film del regista sardo Salvatore Mereu, tratto dal romanzo “Alberi erranti e naufraghi” di Alberto Capitta. La pellicola sarà nelle sale dell’Isola dal 22 ottobre 2026, mentre l’uscita nel resto d’Italia è prevista per il 29 ottobre.
Dopo il Festival di Locarno, il film è approdato anche ad Alice nella Città, sezione parallela della Festa del Cinema di Roma. L’opera racconta una storia di amore, libertà e ricerca della propria identità, con uno sguardo rivolto soprattutto alle difficoltà che i giovani incontrano nel trovare il proprio posto nel mondo.

Al centro del film c’è una storia che intreccia sentimenti, rapporti familiari e desiderio di emancipazione. Per Salvatore Mereu, la libertà è una conquista quotidiana che comincia proprio all’interno della famiglia. Il film racconta tre nuclei familiari, segnati da incomprensioni e conflitti, soprattutto nel rapporto tra genitori e figli.
Le vicende dei protagonisti mettono in luce le difficoltà dei ragazzi nel costruire la propria identità e nel trovare una strada autonoma. Spesso, infatti, sono proprio i più giovani a pagare il prezzo delle aspettative e degli scontri generati dagli adulti.
Tra i personaggi emerge Emilio, che deve confrontarsi con il desiderio del padre di vederlo diverso da quello che è. Un altro protagonista, Giuliano, intraprende invece un viaggio alla ricerca del padre. Durante il percorso incontra Maddalena, dando vita a un’esperienza che segnerà il suo cammino.
Alberi erranti si rivolge anche al pubblico più giovane, affrontando temi vicini alla loro esperienza quotidiana: il bisogno di essere compresi, il confronto con la famiglia e la ricerca di un posto nella società.
Il titolo del film richiama la condizione degli esseri umani, spesso sospinti dagli eventi e dalle difficoltà della vita. Gli alberi erranti diventano così una metafora delle persone che cercano il proprio destino e il proprio ruolo nel mondo.
Secondo Mereu, le tempeste dell’esistenza possono mettere alla prova chiunque, proprio come il vento scuote le fronde degli alberi. A fare la differenza sono le radici, simbolo della forza interiore e della capacità di affrontare le difficoltà senza perdere la propria direzione.
Il film sviluppa questa immagine attraverso i conflitti familiari e il percorso di crescita dei protagonisti. La ricerca della libertà non significa soltanto allontanarsi dai vincoli imposti dagli altri, ma anche imparare a conoscersi e trovare il coraggio di compiere le proprie scelte.
L’adattamento del romanzo di Alberto Capitta porta sullo schermo una riflessione sui legami affettivi e sulle difficoltà che accompagnano il passaggio verso l’età adulta, mantenendo al centro il rapporto tra identità personale e relazioni familiari.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
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