Il nuovo libro di Alessandro Aresu racconta l’ascesa di Pechino
play_arrow
Alessandro Aresu svela i segreti della potenza cinese nel libro “La Cina ha vinto”Giuseppe Valdes
Il geopolitico Alessandro Aresu presenta il suo nuovo libro, “La Cina ha vinto” (Feltrinelli), un’analisi approfondita della crescente potenza della Cina e del suo ruolo dominante nello scenario internazionale. Il titolo, ispirato a un concetto elaborato da uno studioso statunitense, mette in evidenza il vantaggio strategico cinese che caratterizza la fase storica attuale.
Cina
I pilastri della vittoria cinese
Secondo Aresu, il successo della Cina si fonda su due pilastri strategici: da un lato, la formazione e la ricerca di talenti, con un sistema educativo e scientifico capace di produrre più esperti rispetto a qualsiasi altro Paese, soprattutto nei settori tecnologici e industriali. Un esempio evidente è il boom delle auto elettriche, sostenuto da centinaia di programmi di dottorato specifici.
Dall’altro, la straordinaria capacità manifatturiera, che consente a Pechino di primeggiare nella produzione industriale, in particolare nell’elettronica e nei droni. Aresu evidenzia che questa “vittoria” non deriva da un’aspirazione diretta alla leadership globale, bensì dalla crisi interna e dall’autolesionismo strategico degli Stati Uniti, che negli ultimi 35 anni hanno progressivamente indebolito la propria posizione, aprendo così la strada all’espansione cinese.
La mente strategica di Wang Huning
Un capitolo centrale del libro è dedicato a Wang Huning, ideologo che ha affiancato gli ultimi tre leader del Partito Comunista Cinese. Wang possiede una profonda conoscenza del pensiero politico occidentale e degli Stati Uniti, dove visse tra il 1988 e il 1989 per studiare il sistema americano e scrivere un testo di riferimento.
Questa conoscenza non è volta ad adottare valori occidentali, ma a rafforzare il potere e l’ideologia del Partito Comunista, che deve avere sempre l’ultima parola in ogni ambito, dall’economia al settore imprenditoriale. La leadership cinese, afferma Aresu, ci conosce bene e usa questa consapevolezza per consolidare il proprio dominio.
La copertina del libro
Debolezze economiche e relazioni internazionali complesse
Pur essendo una potenza, la Cina affronta sfide interne come la crisi del settore immobiliare e l’invecchiamento demografico. Tuttavia, negli ultimi 25 anni, questi punti deboli sono stati ampiamente compensati dai punti di forza del sistema.
Sul piano internazionale, i rapporti con paesi come Russia e India non sono basati su piena fiducia. Le cosiddette “partnership senza limiti” hanno in realtà dei limiti evidenti. Eventi come il vertice di Shanghai o l’incontro tra Putin e Xi Jinping a Pechino mostrano la forza di Pechino, ma non un’alleanza incondizionata.
Occidente: meno ostilità e più comprensione
Aresu lancia un monito alla classe dirigente occidentale: “È più facile vedere l’altro come nemico che comprenderlo”. Secondo l’autore, per affrontare la sfida cinese è necessario studiare a fondo la cultura, la politica e le strategie di Pechino, evitando approcci superficiali. “La Cina ha vinto” si propone come uno strumento essenziale per chi vuole capire il vero volto della potenza asiatica e il modo in cui questa influenza il futuro del mondo.