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Alla scoperta degli alberi millenari Cristian Asara
Mentre la Finlandia celebra la scoperta del ginepro di 1.647 anni, la pianta più longeva d’Europa, l’Italia vanta un patrimonio di alberi millenari, custodi di storie secolari e simboli di un legame profondo tra uomo e natura.
S’Ozzastru, l’olivastro di Luras, con i suoi oltre 4.000 anni, è l’essere vivente più antico d’Italia, un monumento naturale che affonda le sue radici in un passato lontano, quando Abramo lasciava Ur e Troia muoveva i primi passi.
Il Castagno dei Cento Cavalli, sull’Etna, con la sua circonferenza di 22 metri, è uno degli alberi più grandi d’Italia, legato alla leggenda della regina Giovanna d’Aragona. Le sequoie gemelle di Regello, in Toscana, con i loro 54 metri, svettano verso il cielo, tra gli alberi più alti del Paese.

Questi patriarchi verdi, insieme ad altri 3.300 alberi monumentali censiti in Italia, sono testimoni silenziosi di eventi storici, simboli di culture locali e rifugi per la biodiversità. La loro presenza ci ricorda l’importanza di proteggere questo inestimabile patrimonio naturale, un tesoro che va oltre il valore economico del legname.
L’Italia, con i suoi 11 milioni di ettari di boschi, un patrimonio in crescita grazie al rimboschimento, si impegna a tutelare questi giganti verdi, simboli di resilienza e custodi di un passato che continua a vivere nelle loro foglie.
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