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Alla Vetreria di Pirri ritorna la rassegna di Cada Die Teatro “Sotto questo cielo”

micPaola Pilia, Pier Paolo Piludutoday2 Giugno 2026 45

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Sotto questo cielo 2026: guerra, memoria e libertà al centro della nuova stagione

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    Alla Vetreria di Pirri ritorna la rassegna di Cada Die Teatro “Sotto questo cielo” Giuseppe Valdes

Parte il 2 giugno alla Vetreria di Pirri, a Cagliari, la VII edizione di “Sotto questo cielo”, la stagione di teatro all’aperto organizzata da Cada Die Teatro. Sette appuntamenti, in programma fino al 10 luglio 2026, porteranno sul palco spettacoli dedicati alla guerra, alla memoria, alla libertà, al tempo che passa e alle fragilità umane.

Giornata mondiale del teatro

La guerra come chiave di lettura del presente nella stagione 2026

A guidare il cartellone è Pier Paolo Piludu, attore, regista e direttore artistico della rassegna, che conferma il forte peso del tema bellico nell’edizione di quest’anno: “La guerra è molto presente nella stagione 2026, forse ancora più degli anni scorsi”, spiega Piludu.

Una scelta che dialoga direttamente con l’attualità internazionale e con il valore della memoria storica. Lo spirito della rassegna viene sintetizzato nelle parole del direttore artistico: storie profondamente umane, fatte di impegno, sogni, giustizia, libertà e vulnerabilità, capaci di interrogare il presente attraverso il linguaggio del teatro.

“Aria di Libertà” inaugura la stagione: il racconto di una generazione che ha costruito la Repubblica

L’apertura non poteva che cadere il 2 giugno, nell’80° anniversario della Repubblica italiana. La stagione debutta con “Aria di Libertà”, nuova produzione di Cada Die Teatro scritta e interpretata da Giancarlo Biffi, con regia e musiche originali di Mauro Mou.

Lo spettacolo affronta gli anni tra il 1943 e il 1945, raccontando una storia vera di Resistenza, amore e ricostruzione democratica. Protagonisti sono Elie, giovane staffetta partigiana, e Lucio, militare dell’Aeronautica internato nei lager nazisti dopo l’8 settembre 1943.

Lei cattolica vicina alla Democrazia Cristiana, lui militante comunista. Due percorsi diversi che si incontrano nella lotta contro il fascismo, nell’amore e nella scelta di sposarsi proprio il 2 giugno, giorno simbolo della nascita della Repubblica.

Piludu sottolinea il carattere profondamente autobiografico del lavoro: “È lo spettacolo della vita di Giancarlo Biffi, perché racconta la storia dei suoi genitori, Eli e Lucio”.

Il messaggio è chiaro: la libertà non è mai acquisita una volta per tutte. Il lavoro rende omaggio a quella generazione che, uscita dalla dittatura, seppe costruire uno Stato democratico e repubblicano senza avere mai conosciuto prima la democrazia.

Il programma completo di “Sotto questo cielo” 2026

Il cartellone prosegue il 12 giugno con “Cari simpatici vecchini”, spettacolo scritto da Pier Paolo Piludu con 19 allievi della Scuola di Arti Sceniche La Vetreria. Il lavoro richiama direttamente la storica produzione “Cagliari 1943 – La guerra dentro casa”, che da oltre vent’anni racconta i bombardamenti sulla città attraverso lo sguardo dei bambini.

Questa volta quei bambini diventano anziani ospiti della casa di riposo “Anziani gaudenti”, dove riaffiorano ricordi della scuola fascista, delle punizioni, della repressione linguistica contro il sardo e delle retoriche del regime.

Il 19 giugno arriva “Il filo di Teseo” della compagnia Quinte Emotive, sostenuto da Alzheimer Italia. Lo spettacolo affronta il tema della memoria e della malattia come atto di resistenza contro la dimenticanza, trasformando un tema doloroso in occasione di condivisione e dialogo.

Il 26 giugno spazio a “Bachisio Spanu, l’epopea di un contadino sardo alla guerra”, produzione di Bocheteatro ispirata a Un anno sull’Altipiano di Emilio Lussu. Sul palco emerge la voce di un fante della Brigata Sassari, contadino semianalfabeta che racconta con lucidità l’assurdità della Prima guerra mondiale e la violenza delle logiche militari.

Tra lingua sarda, memoria e impegno civile: il finale di “Sotto questo cielo”

Il 3 luglio sarà la volta di “Istorias”, produzione di Cada Die Teatro firmata da Pier Paolo Piludu insieme a Su Cuncordu Iscanesu. Lo spettacolo intreccia lingua sarda, oralità e canto tradizionale, conducendo il pubblico in un universo culturale dove racconti popolari e memoria collettiva dialogano con il presente.

Particolarmente significativa la serata del 9 luglio, intitolata “Sogno un mondo senza guerre”, dedicata alla scrittrice Maria Giacobbe. Attraverso letture, materiali video e testimonianze, Cada Die Teatro ricorderà la sua opera letteraria e il suo impegno civile, da sempre legato ai temi della giustizia, della pace e della libertà.

La chiusura della stagione, il 10 luglio, sarà affidata a “Forse”, monologo di Andrea Serra prodotto da Quinte Emotive, dedicato al rapporto tra linguaggio, memoria e identità.

Per Piludu il teatro continua ad avere una funzione precisa: portare in scena debolezze, sogni, conflitti e desideri di giustizia, facendo della Vetreria di Pirri non soltanto uno spazio culturale, ma un luogo di cittadinanza attiva che Cada Die Teatro rivendica di aver contribuito a salvare e restituire alla comunità cagliaritana.

 

Intervista a cura di Paola Pilia

Caffè Corretto del 02-06-2026

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