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A tu per tu

Ep. 23 – Anna Maria Busia, tra elezioni, referendum e il “caso Todde”

today11 Giugno 2025 189 2

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La politica sarda al microscopio di Anna Maria Busia


Nella puntata odierna di  “A tu per tu” di Radiolina, condotto da Alessandra Carta, l’ospite è l’avvocata Anna Maria Busia. Nota per la sua candidatura alle scorse elezioni regionali con il PD e per i suoi attuali ruoli tecnico-amministrativi, tra cui consigliera di amministrazione di Abbanoa e la recente presidenza del comitato di valutazione del Banco di Sardegna, la dottoressa Busia ha offerto una panoramica “senza filtri” della situazione politica. La discussione ha spaziato dalle dinamiche elettorali a Nuoro agli esiti dei referendum nazionali, fino al controverso dibattito sulla decadenza della presidente Todde in Sardegna.

Anna Maria Busia, avvocata, negli studi di Radiolina

Nuoro: vittoria del centrosinistra e accuse respinte

Le recenti elezioni a Nuoro hanno visto il trionfo del “campo largo”, un esito che l’avvocata Busia ha prontamente attribuito alla “buona amministrazione” del centrosinistra locale: “a Nuoro la sinistra, il centrosinistra ha amministrato bene e quindi perché cambiare”. Tuttavia, il coordinatore di Forza Italia in Sardegna, Pietro Pittalis, ha lanciato accuse di “elargizioni economiche”, suggerendo che la vittoria fosse frutto di “tanti contributi”. Annamaria Busia ha seccamente respinto queste illazioni, suggerendo che possano essere frutto dell’amarezza post-elettorale e ribadendo che “Nuoro avrà ha avuto gli aiuti, esattamente come gli altri comuni della Sardegna“. La discussione è poi scivolata sulla “vexata questio” delle “regalie” e dei fondi distribuiti discrezionalmente sul territorio, con la Busia che ha difeso la legittimità della discrezionalità politica: “discrezionale, ma viva Dio. Meno male che c’è la discrezionalità nella politica.

Referendum: tra complessità e democrazia rappresentativa

Un momento chiave dell’intervista è stato dedicato ai referendum e al mancato raggiungimento del quorum del 30% degli italiani alle urne. Pur avendo sollecitato la partecipazione, l’avvocata Busia ha espresso una sua personale riserva sulla democrazia diretta: “In generale non sono una però una fan o una sostenitrice dei referendum in generale. Fare le leggi è una questione estremamente complicata“. La Busia ha poi ribadito la sua profonda fiducia nella democrazia rappresentativa, sottolineando l’importanza dei corpi intermedi e delle rappresentanze politiche. Le ragioni del mancato quorum sono state individuate nella complessità dei quesiti, nella difficoltà di individuare temi sentiti dai cittadini, nel “boicottaggio” istituzionale da parte di rappresentanti importanti e in un’astensione generale che affligge qualsiasi elezione.

Le scorie politiche del voto referendario

La conversazione ha inevitabilmente toccato le “scorie politiche” lasciate dal referendum, in particolare le critiche mosse da Silvio Lai e Ugo Cappellacci (intervistati da L’Unione Sarda) alla gestione dell’appoggio ai referendum da parte di Elly Schlein. Cappellacci ha evidenziato come i 14 milioni di italiani che hanno votato abbiano incluso anche molti “No”. Annamaria Busia ha riconosciuto la complessità nell’interpretare i “No”, ma ha espresso la convinzione che la maggior parte dei votanti appartenesse al mondo del centrosinistra, sottolineando come il “boicottaggio” del non-voto promosso dalla maggioranza abbia avuto un impatto significativo. Ha inoltre evidenziato come la questione della riduzione degli anni per ottenere la cittadinanza, legata all’ultimo quesito, debba spingere a una profonda riflessione.

Anna Maria Busia su Todde: una sanzione “abnorme” e irragionevole

L’intervista ha concluso con una ferma presa di posizione sul caso della decadenza della presidente Todde. L’avvocata Annamaria Busia ha espresso un giudizio tecnico inequivocabile sulla sanzione prevista dal comitato elettorale, definendola “assolutamente abnorme” e “assolutamente irragionevole“. Ha chiarito che il termine “irragionevolezza” non è un mero giudizio personale, ma si riferisce a questioni tecniche, poiché tale sanzione va contro i principi di proporzionalità della pena sanciti dalla Costituzione italiana. Un punto di vista netto che chiude il cerchio su un’analisi politica di ampio respiro e grande attualità.

 

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