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Interviste

Archivio di Stato di Cagliari, la storia della Sardegna entra nell’era digitale

micAndrea Sechi, Enrico Trogutoday13 Agosto 2026 48

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Archivio di Stato di Cagliari, memoria, terrorismo e 48 mila fascicoli dal carcere di Buoncammino

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    Archivio di Stato di Cagliari, la storia della Sardegna entra nell’era digitale Manuel Cozzolino

L’Archivio di Stato di Cagliari conserva un patrimonio documentale vastissimo, capace di raccontare terrorismo, politica, carceri, guerra e trasformazioni della Sardegna. Il direttore Enrico Trogu sottolinea come la memoria documentaria abbia assunto oggi un valore ancora più significativo nella società contemporanea. «Il valore degli archivi, il valore della memoria, il valore di quello che ci danno i documenti, sia come diritti sia come memoria storica».

Enrico Trogu, direttore dell’Archivio di Stato di Cagliari, negli studi di Radiolina.

Le carte sul terrorismo in Sardegna

Tra i fondi recentemente trasferiti figurano documenti relativi alle attività degli uffici di pubblica sicurezza, compresi materiali riguardanti terrorismo e movimenti politici. La documentazione copre un periodo compreso tra il 1949 e i primi anni Novanta, attraversando alcune delle fasi più drammatiche della storia italiana.
«La Sardegna non è immune, gli uffici di pubblica sicurezza nella loro attività hanno accumulato un sacco di documentazioni». Volantini, manifesti, lettere minatorie e messaggi cifrati costituiscono una parte significativa di questo patrimonio ancora sottoposto a verifica e riordinamento. Il trasferimento delle carte dalla Questura di Cagliari all’Archivio di Stato ha richiesto una collaborazione istituzionale tra Ministero dell’Interno e Ministero della Cultura. «È stato un atto corale innanzitutto perché ha visto coinvolto il Ministero degli Interni assieme al Ministero della Cultura».

Andrea Sechi e Enrico Trogu, direttore dell’Archivio di Stato di Cagliari, negli studi di Radiolina.

I documenti del carcere di Buoncammino

Una parte particolarmente imponente del patrimonio proviene dall’ex carcere di Buoncammino, chiuso nel novembre 2014 dopo una lunga storia istituzionale. A partire dal 2015 è iniziato lo svuotamento dell’enorme deposito documentario, che secondo Trogu comprendeva almeno cinque chilometri lineari di documenti. «Stiamo parlando di un deposito documentario che contava non meno di 5 km di carta», ha spiegato il direttore durante l’intervista. La documentazione comprende anche materiali provenienti dalle colonie penali di Castiadas e San Bartolomeo, strettamente collegate alla storia penitenziaria dell’isola. All’Archivio di Stato sono oggi conservati circa 150 metri lineari di documentazione amministrativa e circa 48 mila fascicoli relativi ai detenuti. «In Archivio di Stato conserviamo ad oggi 150 metri lineari di documentazione amministrativa e soprattutto 48.000 fascicoli di detenuti».

Archivio di Stato di Cagliari (Dal sito web)

Le storie degli internati militari italiani

Un altro patrimonio di grande valore storico riguarda circa duemila verbali di interrogatorio relativi agli internati militari italiani sardi rientrati dalla Seconda guerra mondiale. Questi documenti raccontano le vicende di militari che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutarono l’adesione alla Repubblica Sociale Italiana e finirono nei campi tedeschi. «Non è il numero che fa l’importanza», ha osservato Trogu, evidenziando il valore umano e storico contenuto nelle singole testimonianze. Tra i racconti emerge anche la vicenda di un militare sardo arrestato in Grecia, trasferito in Austria e successivamente in diversi campi tedeschi.
Dopo la fine della guerra, l’uomo affrontò un lungo viaggio attraverso l’Europa, raggiungendo infine la Sicilia prima dell’imbarco verso la Sardegna. «Sono 2000 storie fondamentali, io penso, per la nostra isola», ha affermato il direttore dell’Archivio di Stato di Cagliari.

La digitalizzazione apre gli archivi

La consultazione dei documenti avviene prevalentemente nella sala studio dell’Archivio di Stato, mentre numerosi progetti stanno progressivamente rendendo accessibili le carte attraverso strumenti digitali. Grazie ai finanziamenti del PNRR sono stati digitalizzati i catasti storici, consentendo alla comunità di consultare online documenti legati anche ai diritti sulla proprietà immobiliare. Il processo proseguirà nei prossimi anni con la digitalizzazione dell’antico Archivio regio, considerato uno dei nuclei documentari più importanti conservati dall’istituzione cagliaritana. Secondo quanto riferito da Trogu, entro il 2027 questo patrimonio dovrebbe essere digitalizzato e progressivamente messo a disposizione online. «Entro il 2027 è tutto l’antico Archivio regio, il nostro archivio più importante, quello che nasce nel 300, sarà digitalizzato e messo a disposizione online».

Una professione ancora attuale

L’Archivio di Stato di Cagliari è anche sede di una delle scuole italiane di archivistica, paleografia e diplomatica gestite dal Ministero della Cultura. Il percorso biennale, collegato alla laurea magistrale, rappresenta una delle principali strade formative per chi intende intraprendere la professione archivistica. «L’archivio è attualissimo», ha sottolineato Trogu, ricordando come la professione debba confrontarsi sempre più con la documentazione digitale. Per il 2026 è previsto inoltre un nuovo percorso di selezione per l’iscrizione alla scuola dell’Archivio di Stato di Cagliari, rivolto ai laureati magistrali interessati alla formazione specialistica. Secondo quanto comunicato durante l’intervista, il bando per l’iscrizione scade il 5 settembre, mentre il test di accesso è previsto per il primo ottobre. «Chiunque abbia una laurea magistrale e pensi di voler conseguire il titolo di archivista di Stato può andare sul nostro sito web».

 

Intervista a cura di Andrea Sechi

La Strambata del 13-08-2026

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