play_arrow
Bruno Mura presenta il suo quinto libro: “Cassimbo. Nebbia oceanica” Manuel Cozzolino
A 91 anni, l’imprenditore e scrittore Bruno Mura ha pubblicato “Cassimbo. Nebbia oceanica”, il suo quinto libro dedicato a viaggi, avventure, paesaggi e memorie personali. “Voglio lasciare qualche traccia del mio passato”, ha raccontato Mura durante l’intervista, spiegando l’origine della sua nuova esperienza letteraria. “La scrittura è stata una mia passione quasi sempre”, ha spiegato l’autore, ricordando l’importanza delle annotazioni raccolte durante i suoi numerosi viaggi.

Il titolo Cassimbo richiama, secondo il racconto dell’autore, una nebbia fitta e improvvisa capace di trasformare rapidamente l’ambiente circostante in una condizione quasi completamente buia. “Cassimbo vuol dire una nebbia fitta, quasi un buio immediato come quando si chiude una saracinesca”, ha spiegato Mura. Il racconto conduce idealmente verso la Costa degli scheletri, lungo la costa atlantica della Namibia, territorio noto per condizioni ambientali difficili e numerosi relitti disseminati lungo il litorale. “Questa costa è un tratto di costa oceanica maledetta perché ci sono tanti naufraghi e tanti relitti sparsi”, ha raccontato lo scrittore.
Tra i ricordi che hanno alimentato la nuova opera compare anche il deserto del Kalahari, scenario che Mura descrive attraverso la biodiversità, i paesaggi e gli incontri vissuti durante le proprie esperienze africane. “Parlare di questo deserto del Kalahari, che è in Botswana, è un’emozione particolare”, ha sottolineato l’autore. Uno degli elementi che maggiormente lo ha colpito è il delta dell’Okavango, sistema fluviale straordinario che si disperde nel deserto invece di raggiungere direttamente il mare. “La prima emozione è questa biodiversità che sbocca con un fiume navigabile come l’Okavango nel deserto”, ha ricordato Mura.
Mura ha raccontato anche l’esperienza di aver osservato il delta dell’Okavango dall’alto, durante un sorvolo effettuato con un piccolo aereo, esperienza che ha conservato tra le immagini più significative dei propri viaggi. “L’ho potuta visitare dall’alto con un trabiccolo di aereo che è una vera emozione”, ha raccontato con il consueto tono ironico. Il viaggio nel Kalahari ha inoltre permesso all’autore di confrontarsi con la cultura e la storia delle popolazioni San, tradizionalmente indicate anche come Boscimani. “Questi sono arrivati, secondo i dati che ho potuto acquisire, oltre 20.000 anni fa”, ha spiegato Mura durante l’intervista.
Un altro elemento centrale nei ricordi africani di Mura riguarda le pareti rocciose e le testimonianze artistiche lasciate dalle popolazioni che hanno abitato quelle aree. “L’altra emozione sono queste pareti e quest’arte rupestre che si vede nelle pareti rocciose”, ha raccontato lo scrittore. Il rapporto tra viaggio e osservazione rappresenta dunque uno degli elementi fondamentali della sua produzione, costruita attraverso appunti, ricordi e testimonianze raccolte nel corso degli anni. “Di tutti i viaggi che ho fatto, perché ne ho fatti tanti, conservavo sempre dei punti salienti, una piccola cartella”, ha spiegato Mura.
Prima della letteratura, Bruno Mura ha costruito una lunga carriera imprenditoriale, inizialmente nel settore della ristorazione e successivamente in quello alberghiero, prima di dedicarsi alla scrittura. “Sono stato sempre un ragazzo curioso, ho affrontato tante tempeste”, ha raccontato, collegando questa esperienza alla propria vena narrativa. La decisione di scrivere è maturata con la pensione, ma non come semplice passatempo, bensì come naturale prosecuzione di una passione coltivata per decenni attraverso viaggi, appunti e osservazioni. “Questa mi è servita a ricongiungermi per formare tutto il viaggio, per riportare tutto il viaggio”, ha spiegato l’autore.
Mura ha oggi 91 anni compiuti ed è già avviato verso il novantaduesimo anno, un traguardo che accompagna con ironia e soprattutto con una grande voglia di continuare. “La mia età dimentico facilmente la carta d’identità a casa”, ha scherzato durante il collegamento, prima di confermare con orgoglio i suoi 91 anni. Il suo quinto libro rappresenta così un ulteriore capitolo di un percorso iniziato in età avanzata, dimostrando come curiosità, memoria e passione possano trasformarsi in una nuova stagione creativa. “Lascio qualche traccia del mio passato”, ha concluso Bruno Mura, sintetizzando in questa frase il significato più autentico della sua esperienza letteraria.
Intervista a cura di Andrea Sechi
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina