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“Atelier sul mare”, il libro che insegna la libertà ai bambini Radiolina
“Atelier sul mare” di Rimako Horikawa, pubblicato in Italia nel 2023 da Kira Edizioni, è il libro consigliato da Veronica Marzi, insegnante, esperta di letteratura per l’infanzia. Al centro della storia ci sono una bambina, una settimana d’estate trascorsa nello studio di una pittrice, la scoperta dell’arte e il valore di una figura adulta capace di accompagnare senza imporre: «Questo libro lo propongo perché è un esempio di come, per i bambini, faccia la differenza avere qualcuno che ci possa ispirare», spiega Marzi. Un messaggio che rende l’albo illustrato interessante non soltanto per i più piccoli, ma anche per genitori, insegnanti ed educatori.

Il tema principale del libro è il ruolo che una persona significativa può avere nel percorso di crescita di un bambino. Non deve necessariamente trattarsi di un insegnante o di un familiare: può essere anche una persona incontrata casualmente, un vicino di casa o qualcuno capace, attraverso il proprio esempio, di aprire una nuova prospettiva.
Per Veronica Marzi, è proprio questa presenza a fare la differenza: «Un mentore nella vita fa la differenza». La figura adulta raccontata nel libro non si limita quindi a trasmettere conoscenze, ma crea le condizioni perché la bambina possa sperimentare, osservare e sviluppare una propria sensibilità. Il concetto assume particolare importanza nell’educazione alla creatività: per crescere, i bambini hanno bisogno anche di spazi nei quali poter provare senza il timore di sbagliare.
“Atelier sul mare” propone una visione della creatività lontana dall’idea della prestazione. Dipingere non significa realizzare necessariamente qualcosa di perfetto, così come leggere, osservare e giocare non devono essere attività finalizzate a un risultato. Il libro invita piuttosto a esplorare ciò che si ha dentro e a trasformarlo in una storia personale.
È questo il senso della frase riportata da Marzi durante l’intervista: «Tutte le persone possono creare una storia dentro il loro cuore perché è lì dentro. Siamo tutti liberi». La riflessione riguarda direttamente anche il rapporto tra adulti e bambini: lasciare spazio all’immaginazione significa permettere ai più piccoli di sviluppare autonomia, curiosità e fiducia nelle proprie capacità.
La trama di “Atelier sul mare” ruota intorno al ricordo che una nonna condivide con la nipotina. Al centro del racconto c’è una settimana d’estate vissuta durante l’infanzia nello studio di una pittrice. Quei giorni diventano un’esperienza fuori dall’ordinario. La bambina dipinge, legge una montagna di libri, gioca con il gatto, guarda il mondo a testa in giù e scopre progressivamente l’arte e il piacere di creare.
Il racconto, ispirato a un ricordo d’infanzia dell’autrice, assume così i contorni di una storia di formazione nella quale un periodo apparentemente sospeso si trasforma in un momento decisivo della crescita: «È una storia che affaccia sul mare e parla della fine di un’estate e del tempo morto che una bambina vivrà per una settimana prima di ricominciare la sua routine».
Uno degli aspetti più interessanti del libro è il modo in cui l’arte viene presentata ai bambini. Non come qualcosa di distante o riservato agli specialisti, ma come uno strumento per guardare la realtà, interpretarla e raccontarla.
La pittura diventa quindi un linguaggio attraverso il quale la protagonista può sperimentare la propria libertà. Il libro sottolinea in questo modo quello che può essere definito il potere trasformativo e salvifico dell’arte: creare permette di dare forma alle emozioni, osservare con maggiore attenzione ciò che ci circonda e trovare una propria voce: «Ci dà la possibilità di esplorare, di sbagliare e di non avere paura di essere noi stessi».
Le illustrazioni contribuiscono in maniera decisiva all’atmosfera del libro. Per accompagnare una storia legata al mare, all’estate e alla dimensione contemplativa della protagonista è stata scelta la tecnica dell’acquerello. Le tavole dettagliate e ricche di riferimenti artistici accompagnano la narrazione e amplificano la sensazione di trovarsi dentro un ricordo.
Il linguaggio visivo diventa così parte integrante del racconto, rafforzando il legame tra immagini, arte e formazione: «È stato scelto in questo caso l’acquerello perché è una storia che affaccia sul mare», spiega Marzi, collegando direttamente la tecnica utilizzata alle caratteristiche narrative dell’opera.
La pubblicazione italiana del libro si inserisce in un progetto di valorizzazione della letteratura giapponese per l’infanzia. Il volume è stato portato in Italia grazie al progetto di Elena Rambaldi, un’iniziativa che Marzi definisce «molto coraggiosa» per la scelta di proporre testi originali giapponesi al pubblico italiano.
Il libro offre quindi anche l’opportunità di avvicinarsi a una tradizione culturale e artistica che presenta una particolare attenzione per la natura, l’osservazione e la dimensione interiore: «La grande letteratura giapponese troppo spesso ce la dimentichiamo, invece ha fatto la storia», osserva Marzi. Per chi cerca libri illustrati per bambini provenienti da altre culture, “Atelier sul mare” rappresenta dunque una proposta capace di unire dimensione educativa, qualità artistica e scoperta culturale.
Rimako Horikawa, autrice del libro, è nata a Tokyo nel 1965 ed è cresciuta in una famiglia amante dell’arte. Ha iniziato a disegnare fin da piccola e ha successivamente studiato all’Università di Belle Arti della sua città. La sua attività professionale si sviluppa su due fronti: da una parte la pittura, con esposizioni regolari in Giappone, dall’altra la produzione di picture book come autrice e illustratrice per diversi editori giapponesi.
Nella propria biografia Horikawa racconta che il suo occhio e la sua coscienza sono costantemente alla ricerca di qualcosa di interessante. Uno sguardo curioso che trova una particolare sintonia con il mondo della letteratura per l’infanzia. «La fantasia e il piacere della lettura non hanno davvero età», ricorda Marzi, sintetizzando uno dei messaggi più forti che emergono dalla scelta di questo libro.

La forza di “Atelier sul mare” sta nella capacità di affrontare temi importanti come la creatività, la libertà, la crescita, l’ arte e la relazione educativa, attraverso una storia semplice e profondamente evocativa.
Per i bambini può essere un invito a disegnare, leggere, osservare e sperimentare senza preoccuparsi troppo del risultato. Per gli adulti può invece diventare uno spunto per riflettere sul modo in cui accompagnano la crescita dei più piccoli e sull’importanza di offrire loro figure capaci di ispirare. Il messaggio, in fondo, è quello di concedersi la possibilità di creare senza paura.
La scelta del libro e della sua storia arriva inoltre in un momento simbolico: l’inizio di settembre, quando l’estate termina e bambini e adulti si preparano a tornare alla routine. Proprio quel “tempo morto” raccontato nel libro può diventare, invece, uno spazio prezioso per rallentare, osservare e lasciare emergere la creatività.
La storia di Rimako Horikawa ricorda che anche un’esperienza breve può lasciare un’impronta profonda e che l’arte può diventare un’occasione per conoscersi meglio: «Mi sembrava, per questo nuovo inizio di settembre, assolutamente perfetto», conclude Veronica Marzi. E forse è proprio questo il messaggio più attuale di “Atelier sul mare”: prima di ricominciare, vale la pena lasciare ancora un po’ di spazio alla fantasia.
Intervista a cura di Francesca Figus
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