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Auto elettriche e mal d’auto: perché i passeggeri soffrono di più la nausea a bordo? Cristian Asara
Durante i viaggi di rientro il mal d’auto torna a farsi sentire per molti viaggiatori. Noto in ambito medico come cinetosi, questo disturbo si manifesta quando il cervello riceve informazioni discordanti: gli occhi registrano la staticità dell’abitacolo, mentre l’orecchio interno avverte curve, accelerazioni e cambi di pendenza. Il conflitto sensoriale innesca sintomi diffusi come nausea, vertigini e sudorazione fredda, un fenomeno che a bordo dei modelli a batteria sembra presentarsi con maggiore frequenza.

Sui veicoli elettrici l’assenza del rombo termico e delle vibrazioni meccaniche riduce i punti di riferimento per chi viaggia. Chi guida mantiene il controllo visivo e motorio del mezzo, prevedendo ogni manovra. Al contrario, i passeggeri non dispongono di segnali acustici per anticipare la marcia. Senza il consueto crescendo sonoro del motore, il cervello fatica a prepararsi ai cambi di velocità, aumentando la probabilità di avvertire nausea e disorientamento.
La disposizione nell’abitacolo incide fortemente sul benessere dei passeggeri. I sedili posteriori rimangono la zona più esposta al disturbo, soprattutto lungo percorsi con molte curve o in caso di uso dello smartphone.
Sul fronte della ricerca si valutano inoltre segnali visivi, vibrazioni nei sedili e avvisi sonori per aiutare la mente a prevedere le traiettorie, in attesa che l’organismo si abitui a questa nuova mobilità.
Radio Smeralda del 19 -08-2026
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