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Bambini e smartphone: gli effetti negativi e l’esempio degli adulti Giuseppe Valdes
Con la fine dell’anno scolastico alle porte, torna l’interrogativo su come i giovani passeranno il tempo libero. Sempre più spesso, i ragazzi si ritrovano a trascorrere intere giornate in compagnia del loro “amico smartphone” o “compagno tablet”, a scapito delle relazioni reali e delle attività all’aperto. Per fare chiarezza sul tema, abbiamo raccolto le riflessioni del Dottor Stefano Porcu, psicologo e psicoterapeuta, che offre uno sguardo lucido e competente su come affrontare il rapporto tra smartphone e ragazzi.

Come ha spiegato Stefano Porcu, psicologo e psicoterapeuta, l’abuso dei dispositivi mobili non può essere solo attribuito ai giovani: “Se gli adulti sono i primi a restare incollati allo schermo, come possiamo pretendere che i ragazzi si comportino diversamente?”.
I genitori rappresentano il primo modello educativo. Il comportamento degli adulti influisce direttamente su quello dei figli, soprattutto in una società dove spesso mancano punti fermi e riferimenti stabili. I giovani, immersi in un clima di instabilità e velocità, cercano solidità proprio osservando chi li circonda.
Secondo il Dottor Porcu, gli adolescenti sono i soggetti più vulnerabili all’abuso di smartphone. Questo perché vivono un periodo esistenziale delicato, segnato da conflitti interiori, ricerca d’identità personale, sessuale e di genere, e da una difficoltà profonda nell’accettare se stessi. A tutto questo si aggiungono le pressioni scolastiche, familiari e sociali. Il cellulare diventa allora un rifugio, un luogo virtuale dove evadere e dove la solitudine sembra meno pesante.
Il vero pericolo, secondo lo psicologo, non è solo l’eccesso di tempo davanti allo schermo, ma la perdita delle relazioni autentiche. Lo smartphone non sostituisce il dialogo, né può colmare il vuoto affettivo. L’uso eccessivo del digitale toglie spazio alla comunicazione diretta, alle emozioni condivise, alla possibilità di rispecchiarsi davvero nell’altro. Questo è il danno più profondo dell’abuso digitale: una crescente disconnessione emotiva.
Porcu è favorevole alla linea adottata da molte scuole italiane, che impongono lo spegnimento del cellulare durante le lezioni. Una misura educativa che, se applicata anche in famiglia, può aiutare a prevenire forme di dipendenza. Stabilire regole chiare sull’uso dei dispositivi è fondamentale: no agli smartphone a tavola, durante i momenti di condivisione o prima di dormire. Tuttavia, queste regole devono valere per tutti: genitori compresi.
Il principio dell’apprendimento per imitazione, spiegato dallo psicologo Bandura, resta un pilastro educativo: i giovani copiano ciò che vedono. Se il genitore crea spazi di relazione reale e rispetta le regole digitali, anche il figlio sarà più incline a farlo. La coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa è l’arma più efficace per guidare i ragazzi verso un uso sano e consapevole della tecnologia.
Intervista a cura di Simona De Francisci
La Stramabata del 03-06-2025
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