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Biblioteca vivente a Cagliari: detenuti e cittadini faccia a faccia per abbattere i pregiudizi

today10 Giugno 2026 4

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Biblioteca vivente, a Cagliari il progetto che trasforma le storie dei detenuti in dialogo e inclusione

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    Biblioteca vivente a Cagliari: detenuti e cittadini faccia a faccia per abbattere i pregiudizi Fabio Leoni

Cagliari ospita un appuntamento innovativo dedicato al confronto diretto tra persone, storie ed esperienze di vita spesso segnate da stereotipi e pregiudizi difficili da superare. L’iniziativa rientra nel progetto “Liberi dentro per crescere fuori”, sostenuto dalla Fondazione Con il Sud e sviluppato da diverse realtà del terzo settore sardo. Il percorso coinvolge anche detenuti del carcere di Uta e le loro famiglie. Come ha spiegato Saverio Gaeta, presidente di Proairesis: i». L’evento si svolgerà ai Giardini Pubblici di Cagliari il 13 giugno.

Saverio Gaeta, negli studi di Radiolina

Come funziona la Biblioteca vivente

Il cuore dell’iniziativa è la Biblioteca Vivente, un format internazionale nato per favorire la conoscenza reciproca e ridurre le distanze sociali attraverso il dialogo diretto. I partecipanti diventano “libri umani” e raccontano aspetti significativi della propria esperienza personale a piccoli gruppi o singoli ascoltatori. Ogni storia viene presentata attraverso un titolo e una breve introduzione che stimolano curiosità e confronto. Saverio Gaeta ha sintetizzato così l’obiettivo del progetto: «La Biblioteca Vivente è uno strumento atto ad abbattere preconcetti, pregiudizi e stereotipi». Dopo il racconto iniziale, i partecipanti possono dialogare liberamente.

I detenuti di Uta protagonisti del racconto

Una parte centrale dell’evento riguarda il coinvolgimento di alcuni detenuti del carcere di Uta autorizzati a partecipare all’iniziativa attraverso specifici percorsi di reinserimento. Gli organizzatori hanno selezionato persone disponibili a raccontare la propria esperienza e a confrontarsi apertamente con il pubblico. L’obiettivo non è giustificare comportamenti o reati, ma favorire una conoscenza più profonda delle persone e delle loro storie. «Abbiamo deciso di portare i detenuti fuori e chiedere loro di mettersi in gioco raccontando la propria storia mettendoci la faccia», ha dichiarato Gaeta. Un’occasione concreta per riflettere sul significato del pregiudizio.

Il dialogo diretto come strumento contro gli stereotipi

Le precedenti esperienze della Biblioteca Vivente hanno mostrato come il confronto personale possa modificare convinzioni radicate e favorire una maggiore comprensione reciproca. Attraverso il racconto diretto, persone appartenenti a realtà diverse trovano punti di incontro che spesso sembravano impossibili. L’iniziativa cagliaritana punta proprio a creare questo spazio di ascolto e partecipazione. Saverio Gaeta ha ricordato uno degli insegnamenti emersi dalle esperienze passate: «Ridurre la distanza, stare alla portata di una sedia e dialogare porta a qualcosa di magico: la condivisione». Un messaggio che rappresenta l’essenza stessa dell’evento previsto ai Giardini Pubblici.

Intervista a cura di Mariangela Lampis

Caffè Corretto del 10-06-2026

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