Le indagini sul caso di botulino che a fine luglio, durante la Fiesta Latina di Monserrato, ha causato la morte di Roberta Pitzalis e il ricovero di altre sette persone, si estendono dal Sud Italia fino al Piemonte. Su disposizione della Procura di Cagliari, i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni (Nas) di Torino hanno effettuato una perquisizione in un capannone di Vigone, nel Torinese, sede dell’associazione organizzatrice dell’evento gastronomico. Enrico Fresu, giornalista caposervizio di UnioneSarda.it, è intervenuto in studio per commentare la notizia.
Durante il controllo, i militari hanno trovato gravi irregolarità nello stoccaggio dei prodotti. Pacchi di riso, conserva di pomodoro, farina e bottiglie di alcolici e analcolici erano conservati in ambienti non idonei: nel cortile del capannone e persino a bordo di un camion, esposti al sole e a temperature elevate. Gli alimenti, dal valore complessivo di circa 30 mila euro, sono stati immediatamente posti sotto sequestro.
Il legale rappresentante dell’associazione, Cristian Gustavo Vincenti, già indagato per omicidio colposo in relazione alla morte della 38enne, è stato denunciato anche per le irregolarità rilevate nella conservazione degli alimenti. Secondo gli inquirenti, tali condizioni avrebbero potuto compromettere la sicurezza alimentare, aggravando il quadro investigativo legato all’episodio di botulino. L’inchiesta prosegue per chiarire eventuali responsabilità e prevenire nuovi rischi per la salute pubblica.
Intervista a cura di Alessandra Carta
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