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Caffè Scorretto – Salute mentale Giuseppe Valdes
Vivere con cani e gatti migliora la salute mentale: in questi giorni lo studio del Waltham Petcare Science Institute di cui ha parlato il Corriere era un argomento obbligato, tra i bipedi che si incrociano sul Terrapieno con un quadrupede al guinzaglio. Quattro chiacchiere compiaciute su quanto siamo fortunati noi padroni, un sorriso grato ai rispettivi quattrozampe e ciao, ognuno verso la propria passeggiata.
Ma il cane, che ha sentito e dovrebbe essere orgoglioso, ha un’aria scostante. Tanto che dopo un po’ ti viene il dubbio: non è che gli dispiace la parola “padrone”? E vedi un po’ tu, sbotta quello in uno scodinzolio nervoso. «Ma padrone in senso buono – obietti – Guarda che anche Thomas Mann ha scritto “Cane e padrone” e mica era uno schiavista. Pensa che il sottotitolo era **”Un idillio”…».
Silenzio ostile. Bisogna recuperare. «Come dovrei definirmi? Il tuo umano di riferimento?». Ma un cane, anche se alla lontana, è un predatore: non è col politicamente corretto che lo sedurrai. E infatti ringhia. «E allora fai una proposta tu, dai».
E sarà telepatia fra mammiferi, o la famosa espressività dell’abbaio, ma la proposta suona chiara e forte. E inaccettabile: «No, scusa ma io non sono il tuo “datore di lavoro”. E poi che lavoro fai? Sei sempre a casa…». E tu sempre in redazione, latra lui, secco. E per il resto della passeggiata regna il silenzio.
Celestino Tabasso
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