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Cagliari: centro Ananke, la sfida ai disturbi alimentari nell’era social stage@radiolina.it
Il centro Ananke si inserisce come risposta concreta a una delle sfide più complesse della società contemporanea: i disturbi alimentari. Sempre più giovani si trovano a convivere con queste problematiche, spesso innescate da pressioni sociali e modelli irraggiungibili promossi anche dai social network. Proprio per rispondere a questa crescente necessità, a Cagliari è stato inaugurato questo nuovo centro. Ospite in collegamento a Radiolina Alessandro Poddesu, psicoterapeuta e responsabile del centro Ananke di Cagliari.

Il Centro Ananke di Cagliari fa parte di una rete nazionale con circa 15 centri distribuiti in tutta Italia, attiva da oltre sette anni. L’obiettivo principale è quello di fare cultura sull’esperienza clinica, offrendo percorsi di cura articolati e multidisciplinari. L’equipe è composta da circa 11 professionisti, tra cui psicoterapeuti, nutrizionisti, psichiatri e, da poco, anche un osteopata. L’integrazione di nuove figure professionali è volta a costruire un progetto di cura che tenga conto di ogni aspetto: biologico, sociale, psicologico e relazionale.
Tra i punti di forza del centro ci sono tecniche innovative come il pasto assistito. Non si tratta solo di nutrizione, ma di un momento terapeutico che favorisce il rapporto con il proprio corpo e con gli altri. Un’altra tecnica importante è l’open dialogue, che coinvolge tutte le persone significative nella vita del paziente. Questa modalità previene gli effetti più gravi dei disturbi alimentari e cerca di evitare il ricovero, soprattutto in un contesto in cui le strutture specializzate scarseggiano.
I disturbi alimentari trovano terreno fertile su piattaforme dove sfide e istigazioni sono all’ordine del giorno. Secondo il dottore, i nuovi psicologi dovranno imparare a gestire questi linguaggi. Come insegnava Jung con gli archetipi, anche i social possono essere strumenti di cura e prevenzione, favorendo un dialogo interiore e relazionale. “I social sono presieduti da chi ha la possibilità di comunicare per vendere o spingere un prodotto, il linguaggio né per questo esibizione“, sottolinea il dottor Poddesu
Riconoscere precocemente un disturbo alimentare non è semplice, poiché si tratta di un sintomo ego-sintonico, che sembra una scelta autonoma dell’individuo. Controllo ossessivo del peso, diete rigide, cambiamenti improvvisi nelle relazioni e comportamenti isolanti sono segnali a cui prestare attenzione. È proprio per questo che strutture come il centro Ananke diventano punti di riferimento essenziali per un intervento tempestivo e multidisciplinare.
Intervista a cura di Fabio Manca
Caffè Corretto del 18-03-2025
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