play_arrow
Cagliari e la sfida ambientale: come migliorare la qualità dell’aria Giuseppe Valdes
La Sardegna, famosa per le sue spiagge incontaminate e il patrimonio naturale unico, non è immune dai problemi di inquinamento atmosferico. Il rapporto “Mal’Aria di città 2025” di Legambiente evidenzia una situazione preoccupante per l’isola, con Cagliari tra le città italiane più colpite dall’inquinamento. “Cagliari al momento non presenta valori critici, ma è necessario attrezzarsi per rispettare i nuovi limiti previsti dalla direttiva europea che entreranno in vigore nel 2030,” ha dichiarato Marta Battaglia, presidente di Legambiente Sardegna, ai microfoni di Radiolina.

Cagliari si posiziona al tredicesimo posto in Italia per concentrazione media annua di PM10, con un valore di 28,5 µg/m3, ben oltre il limite che entrerà in vigore nel 2030. Per rientrare nei nuovi parametri europei, la città dovrà ridurre le concentrazioni del 30%. Anche per il biossido di azoto (NO2) la situazione non migliora: con una media annua di 24 µg/m3, Cagliari dovrà abbassare i livelli del 17% per conformarsi ai futuri standard.
Uno degli aspetti più critici segnalati dal report è la carenza di una rete di monitoraggio dell’aria adeguata. Delle 43 centraline originariamente presenti in Sardegna, solo 25 sono ancora attive. Le dismissioni del 2018 e del 2023 hanno lasciato diverse aree urbane senza un controllo adeguato della qualità dell’aria. Oristano e Nuoro, ad esempio, non dispongono più di centraline attive, rendendo difficile un’analisi precisa della situazione.
Secondo Legambiente Sardegna, per combattere l’inquinamento è necessario un approccio strutturale e deciso. Marta Battaglia, presidente di Legambiente Sardegna, sottolinea l’importanza di un cambiamento radicale nella gestione urbana, puntando su mobilità sostenibile, trasporto pubblico a zero emissioni e misure per ridurre le emissioni domestiche e industriali.
Cagliari è tra le poche città italiane ad aver programmato la conversione totale del trasporto pubblico locale con mezzi a zero emissioni entro il 2030, ma per raggiungere questo obiettivo è necessario un impegno coordinato su più fronti. Giorgio Querzoli, responsabile scientifico di Legambiente Sardegna, evidenzia la necessità di istituire una rete regionale di monitoraggio dell’aria più estesa e capillare, per garantire dati precisi e azioni mirate alla tutela della salute pubblica.
Se da un lato l’inquinamento rappresenta una sfida crescente, dall’altro la Sardegna ha l’opportunità di diventare un modello di sostenibilità ambientale. Investire in mobilità elettrica, energie rinnovabili e tutela della qualità dell’aria sarà cruciale per preservare la salute dei cittadini e valorizzare il patrimonio naturale dell’isola.
Intervista a cura di Stefano Birocchi
La Strambata del 06-02-2025
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina