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Cagliari, il Pride riunisce 30mila persone

micFrancesca Figus, Michele Pipiatoday29 Giugno 2026 29

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Trentamila persone al Pride di Cagliari: un messaggio di libertà e inclusione

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    Cagliari, il Pride riunisce 30mila persone Manuel Cozzolino

Il Pride Cagliari 2026 ha richiamato circa 30mila persone, trasformando il capoluogo sardo in un grande spazio di partecipazione e inclusione. La manifestazione ha ribadito un messaggio chiaro: sì alla libertà, al rispetto e all’amore, ma anche un deciso rifiuto di ogni forma di discriminazione. «Cagliari è stata invasa da 30mila persone che hanno detto sì alla libertà, al rispetto e all’amore, ma soprattutto hanno detto no all’omofobia e a ogni discriminazione», ha dichiarato Michele Pipia.

Pride Sardegna (archivio L’Unione Sarda)

Un Pride che denuncia discriminazioni ancora diffuse

Accanto al clima di festa, la manifestazione ha riportato l’attenzione sulle difficoltà che molte persone LGBTQIA+ affrontano ancora oggi nella vita quotidiana, dal lavoro alla piena inclusione sociale. «I dati ci dicono che l’82% delle persone trans subisce discriminazioni sul lavoro e che il 70% non riesce ad accedere al mondo lavorativo: numeri che fanno venire la pelle d’oca», ha sottolineato Pipia.

L’impegno continua anche cinquant’anni dopo

Secondo gli organizzatori, il Pride continua a essere necessario perché episodi di odio, violenza verbale e discriminazione restano una realtà concreta, nonostante i progressi degli ultimi decenni. «È triste dover essere ancora qui, a distanza di cinquant’anni dalle prime manifestazioni, ma purtroppo esistono ancora troppe discriminazioni e troppa violenza», ha affermato Michele Pipia.

L’odio sui social e le possibili azioni legali

Durante l’intervista è stato affrontato anche il tema degli insulti ricevuti sui social network prima e dopo la manifestazione, con messaggi che, secondo gli organizzatori, hanno oltrepassato il limite della libera opinione. «Abbiamo ricevuto messaggi che auguravano la nostra morte e valuteremo azioni legali nei confronti di chi ha firmato con nome e cognome quelle minacce», ha spiegato Pipia.

Le famiglie e i bambini protagonisti della manifestazione

Uno degli aspetti più apprezzati dell’edizione 2026 è stata la presenza di numerose famiglie e bambini, segno di una partecipazione trasversale che ha coinvolto persone di ogni età e orientamento. «Almeno il 50% dei partecipanti è composto da persone eterosessuali che scelgono di esserci come alleati della comunità LGBTQIA+», ha evidenziato l’esponente dell’organizzazione.

Il Pride come occasione di educazione al rispetto

Per molti genitori, la manifestazione è diventata anche un momento utile per affrontare con i propri figli temi come inclusione, diversità e rispetto delle persone, attraverso un’esperienza condivisa e positiva. «Molti genitori ci hanno raccontato di avere portato i figli al Pride per spiegare cosa siano il rispetto, l’omosessualità e l’importanza dell’inclusione», ha raccontato Pipia.

Un lavoro che prosegue tutto l’anno

Dietro la manifestazione esiste un’attività quotidiana svolta dalle associazioni che operano sul territorio, offrendo supporto, assistenza e iniziative di sensibilizzazione durante tutto l’anno, prevalentemente grazie al volontariato. «Lavoriamo 365 giorni all’anno come volontari e gran parte delle risorse arriva direttamente dal nostro impegno personale, con il sostegno di alcuni sponsor e di enti che ci supportano», ha concluso Michele Pipia.

Intervista a cura di Francesca Figus

Caffè Corretto del 27-06-2026

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