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Cagliari, la probabile formazione contro il Lecce Radiolina
Cagliari e Lecce tornano in campo alle 18.30 per una partita che, classifica alla mano, può essere considerata a tutti gli effetti uno scontro diretto. Le due squadre sono appaiate a tre punti e una vittoria potrebbe permettere al Cagliari di guardare anche verso una zona di classifica più ambiziosa. Il giornalista Lele Casini, preferisce però mantenere i piedi per terra e definisce la partita soprattutto come uno scontro salvezza: «L’ho definito scontro salvezza perché credo che Cagliari e Lecce debbano comunque lottare per quelle zone della classifica».
La sfida assume quindi un’importanza particolare per entrambe le formazioni. Il Cagliari, in caso di successo, potrebbe infatti avvicinarsi a una posizione di classifica più tranquilla e, almeno momentaneamente, anche guardare verso la zona europea. Casini, tuttavia, invita alla prudenza, sottolineando come gli obiettivi debbano essere valutati anche alla luce delle rose a disposizione: «Poi magari auguriamo a tutti e due, visto che ci sta simpatico particolarmente il Lecce, una classifica un po’ più tranquilla per le due squadre. Poi alla fine vediamo un po’ l’organico e forse torniamo sulla terra».

Uno dei principali problemi del Cagliari riguarda l’attacco. La rosa non può essere considerata particolarmente abbondante e, soprattutto nel reparto avanzato, le assenze stanno riducendo sensibilmente le alternative a disposizione di Fabio Pisacane. Dopo la cessione di Borrelli, inoltre, alcuni degli attaccanti arrivati per completare il reparto non sono ancora disponibili: «Purtroppo il problema è soprattutto nel reparto avanzato: Trepy, infortunato, non è una prima punta, la cessione di Borrelli dopo la fine del mercato, l’arrivo di Kevin Carlos e M’Bala Nzola, che sono ancora ai box, fanno sì che praticamente non ci sia nessuno».
In questo scenario, l’unico vero riferimento come prima punta resta Mendy, mentre Maldini può eventualmente essere adattato nel ruolo. Una situazione che inevitabilmente condiziona le possibilità di scelta dell’allenatore e limita la possibilità di modificare l’assetto offensivo nel corso della partita.
Nel corso dell’intervista si è parlato anche di Sebastiano Esposito, trasferitosi al Sassuolo. L’attaccante, secondo Casini, dovrà ora dimostrare sul campo di poter trovare quel salto di qualità che evidentemente cercava con il trasferimento. Il riferimento è ai minuti giocati, elemento che può diventare determinante per valutare le scelte compiute durante il mercato: «L’augurio è tutto il bene per Sebastiano Esposito, però alla fine il suo desiderio di andare a fare chissà che cosa si scontra poi con i minuti giocati».
Casini sottolinea inoltre come il Sassuolo sia certamente una squadra competitiva e in grado di confermare quanto di buono fatto nella stagione precedente, ma non rappresenti necessariamente una formazione di vertice assoluto: «È una buonissima squadra, che sta anche quest’anno confermando quello che ha fatto nella scorsa stagione, però non mi sembra una squadra che ambisce a traguardi più ambiziosi».
Per quanto riguarda la formazione, l’assenza di Mina elimina una possibile alternativa nel reparto arretrato. L’ipotesi più probabile sembra quindi essere quella di una conferma dell’assetto già utilizzato dal Cagliari, con la difesa a quattro come riferimento tattico principale: «Sembra che lo schema della difesa a quattro, per ora, sia quello di riferimento. Magari cambieranno certi interpreti, ma credo che per questo periodo sia questa la soluzione».
Casini considera dunque plausibile una conferma delle scelte che hanno caratterizzato le ultime uscite, anche perché la situazione della rosa non offre a Pisacane un numero particolarmente elevato di alternative. L’allenatore potrebbe comunque valutare qualche modifica negli interpreti, soprattutto a centrocampo: «Credo che si andrà sulla formazione proposta anche oggi da L’Unione Sarda».
Uno degli elementi tattici più interessanti riguarda Adopo. Il centrocampista potrebbe essere utilizzato inizialmente in una posizione più prudente per poi essere spostato nel corso della partita, lasciando spazio a un giocatore più offensivo. In questo modo il Cagliari potrebbe aumentare progressivamente la propria spinta senza rinunciare inizialmente all’equilibrio: «Adopo è molto importante perché poi nella ripresa viene rispostato al centro e verrà inserito o Felici o Fadera, o chi per loro».
La soluzione permetterebbe a Pisacane di avere una squadra maggiormente offensiva nella seconda parte della gara, soprattutto qualora il risultato richiedesse un atteggiamento più aggressivo. Felici e Fadera rappresentano infatti due possibili alternative per aumentare la qualità e la pericolosità sulle corsie: «Vedremo magari un Cagliari un po’ più offensivo, a meno che non ci stupisca tutti Fabio Pisacane proponendo un 4-2-3-1 un po’ più offensivo rispetto al passato».
L’ultima possibilità analizzata da Casini riguarda proprio un eventuale cambio di modulo. Il Cagliari potrebbe scegliere un 4-2-3-1 più offensivo, rinunciando a un centrocampista per dare spazio dal primo minuto a Felici o Fadera. Si tratterebbe di una scelta più coraggiosa rispetto all’impostazione utilizzata finora, ma che potrebbe essere presa in considerazione proprio per sfruttare maggiormente gli uomini offensivi disponibili: «Magari rinunciando a un centrocampista e dando fiducia a Fadera o Felici, che potrebbero essere proposti dal primo minuto».
La sfida contro il Lecce, dunque, arriva in un momento delicato per il Cagliari. Da una parte c’è l’opportunità di conquistare tre punti pesanti e allontanarsi dalle zone più pericolose della classifica; dall’altra, le assenze in attacco e le limitate alternative a disposizione di Pisacane impongono cautela. Per Casini, il vero obiettivo resta quello di costruire una situazione di classifica più serena, senza lasciarsi condizionare da prospettive premature: «Credo che Cagliari e Lecce debbano comunque lottare per quelle zone della classifica».
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Intervista a cura di Matteo Vercelli
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