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Cagliari: nasce l’Atlante dei monumenti della civiltà nuragica in Sardegna Giuseppe Valdes
Questa mattina alle 10:30, negli spazi della Manifattura Tabacchi di Cagliari, si terrà l’incontro dedicato alla presentazione del nuovo progetto dell’associazione “La Sardegna verso l’UNESCO”, guidata dal presidente Pierpaolo Vargiu. L’iniziativa punta alla realizzazione dell’Atlante dei Monumenti della Civiltà Nuragica. Un passo fondamentale verso la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico più iconico della Sardegna.

“Non sappiamo con esattezza quanti siano i nuraghi in Sardegna. C’è chi parla di 7.000, chi di 9.000, o addirittura 10.000. Senza un censimento preciso, però, è difficile proteggerli e valorizzarli”, ha spiegato Pierpaolo Vargiu ai microfoni di Radiolina.
Da questa esigenza nasce l’Atlante dei Monumenti della Civiltà Nuragica. Si tratta di un progetto che raccoglie, ordina e valida le informazioni sui siti archeologici sparsi in tutta l’Isola. L’obiettivo è creare una banca dati scientifica e accessibile, frutto della collaborazione tra l’associazione, le università sarde, le soprintendenze e il Ministero della Cultura, con il sostegno della Regione Sardegna.
L’associazione La Sardegna verso l’UNESCO collabora con il DICAAR dell’Università di Cagliari nel progetto Return, finanziato dal PNRR e dedicato allo studio dei rischi ambientali che minacciano i beni culturali.
Da questa collaborazione nasce il geoportale “NuragicReturn – Verso un Atlante della Sardegna Nuragica”, una piattaforma digitale che raccoglie e organizza oltre diecimila siti nuragici, mettendoli in relazione con i principali fattori di rischio: alluvioni, frane, terremoti e degrado del suolo.
Il sistema riunisce e armonizza le banche dati del Ministero della Cultura, delle Università sarde, della Regione Sardegna e di associazioni come Nurnet e Sardegna Archeologica, eliminando le duplicazioni e offrendo una mappa completa, coerente e costantemente aggiornata.

Il progetto prevede una seconda fase dedicata all’Archeologia Pubblica: i cittadini, le associazioni e gli appassionati potranno arricchire l’Atlante con foto, storie, documenti e testimonianze locali. Un modo per coinvolgere le comunità nella tutela dei nuraghi e trasformare la memoria collettiva in conoscenza condivisa.
Nel 2026 le Università di Cagliari e Sassari avvieranno la sperimentazione del nuovo modello di catalogazione scientifica dei siti nuragici in alcune aree campione dell’Isola. Si partirà dalle fonti bibliografiche e documentali per arrivare alla ricognizione sul campo, validando ogni evidenza monumentale con metodi innovativi e digitali.
Un aspetto particolarmente innovativo del progetto riguarda l’uso dell’Intelligenza Artificiale. Grazie alla collaborazione tra le Università sarde e la Duke University (North Carolina), è in corso il potenziamento del laboratorio AIArcheoHub, dedicato all’applicazione dell’AI nello studio, nella tutela e nella valorizzazione dei monumenti nuragici.
L’obiettivo finale, spiega Pierpaolo Vargiu, è trasformare la conoscenza in valorizzazione economica e culturale. Infatti, un bene identitario e universale come quello nuragico deve essere comunicato al mondo. Solo così, attraverso la conoscenza, possiamo convertire questa ricchezza in opportunità concrete per la Sardegna.
Grazie a questo progetto e all’Atlante dei Monumenti della Civiltà Nuragica, la Sardegna compie un passo decisivo verso il riconoscimento UNESCO. Inoltre, si apre una nuova forma di orgoglio e consapevolezza del proprio passato.
Intervista a cura di Massimiliano Rais
Caffè Corretto del 11-11-2025
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