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Cagliari, necessaria una gestione più attenta degli alberi Simona De Francisci, Luca Iirti
Cagliari è una città ricca di alberi secolari, alcuni dei quali, se non gestiti correttamente, possono diventare pericolosi per la popolazione. Un recente episodio ha riportato l’attenzione su questo tema, quando un grande ficus in viale Merello è crollato, schiacciando un’auto parcheggiata. Fortunatamente, la caduta è stata parzialmente rallentata dai cavi del filobus, evitando ulteriori danni.

Negli ultimi tempi, il Comune di Cagliari ha intensificato gli interventi di potatura e rimozione degli alberi malati. Tuttavia, nonostante gli sforzi del verde pubblico, alcuni alberi sfuggono ai controlli, come nel caso del ficus di viale Merello. Luca Iiriti, coordinatore tecnico dell’Orto Botanico e responsabile del verde presso l’Università di Cagliari, ha sottolineato l’importanza di un censimento accurato degli alberi, come già avviene in altre città italiane, come Roma.
Un censimento degli alberi secolari a Cagliari permetterebbe di monitorare lo stato di salute di ogni esemplare, riducendo così il rischio di incidenti. Un intervento puntuale e regolare è essenziale, soprattutto in una città come Cagliari, dove sono presenti viali alberati risalenti a più di un secolo fa, con piante di grandi dimensioni che vivono in condizioni spesso precarie.
Secondo Luca Iiriti, è fondamentale riconoscere che gli alberi sono esseri viventi e, come tali, richiedono cura e attenzione costanti. Spesso, però, le pratiche di manutenzione sono scorrette. Ad esempio, durante la potatura, non bisognerebbe mai eliminare più del 30% della chioma, altrimenti l’albero rischia di non riuscire più a nutrirsi adeguatamente. Invece, in molti casi, viene rimosso fino al 90% della chioma, compromettendo gravemente la salute della pianta.
Un altro tema sollevato riguarda la scelta delle querce per il viale di via Roma. Secondo l’esperto, queste piante non sono adatte al clima di Cagliari, e la loro gestione nel lungo periodo potrebbe rivelarsi insostenibile. Sarà necessario aspettare qualche anno per verificare se questa scelta porterà a costi di manutenzione eccessivi o se si rivelerà una decisione sbagliata.
Intervista a cura di Simona De Francisci
La Strambata del 24-09-2024
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