Il trasferimento al mercato provvisorio di piazza Nazzari a Cagliari previsto per la fine del mese, sta suscitando preoccupazione tra i concessionari di San Benedetto, come ha spiegato la giornalista di Unionesarda.it Veronica Fadda. Nonostante i lavori siano in fase avanzata, restano ancora numerosi dettagli da sistemare che rischiano di compromettere il regolare avvio delle attività nella nuova struttura. A qualcuno manca una parte dell’illuminazione, a qualcun altro le gancere per appendere la carne, i prosciutti o i formaggi. C’è chi ha trovato la presa elettrica posizionata dietro la cella frigorifera, rendendo necessario lo spostamento, e chi ha bisogno di un nuovo lavandino. Sono particolari che, pur sembrando marginali, stanno generando ansia e incertezza tra gli operatori.

Tra fiducia e preoccupazione, i concessionari dello storico mercato di San Benedetto sono tornati nella struttura provvisoria che li ospiterà per i prossimi due anni. Durante l’ultimo sopralluogo, accompagnati dai tecnici del Comune, hanno fatto il punto sulla situazione, evidenziando i lavori ancora da completare.
«Siamo preoccupati», ha affermato Massimo Ruggiu, rappresentante dei concessionari di San Benedetto. «L’ultima volta che siamo andati a vedere la struttura, lo scorso ottobre, le cose non erano molto diverse da oggi».
Durante l’ispezione, sono emerse diverse problematiche che necessitano di interventi immediati:
Questi dettagli, apparentemente secondari, rappresentano ostacoli significativi per l’operatività quotidiana degli esercenti.
Nonostante le preoccupazioni, i tecnici del Comune hanno garantito che gli interventi richiesti saranno completati prima del trasferimento. L’obiettivo è permettere agli operatori di iniziare la loro attività nel mercato provvisorio senza ulteriori disagi.
Il trasferimento nella nuova struttura è un passaggio necessario per consentire i lavori di ristrutturazione del mercato di San Benedetto. Tuttavia, la situazione attuale richiede un ulteriore sforzo da parte dell’amministrazione per risolvere i problemi ancora aperti e garantire che il mercato provvisorio possa rispondere alle esigenze degli operatori.
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