La zona rossa intorno a Piazza del Carmine, a Cagliari, è stata prorogata per altri quattro mesi. La decisione è arrivata al termine della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. La misura era in scadenza e resterà quindi attiva ancora per un ulteriore periodo.
Secondo quanto emerso dalla Prefettura di Cagliari, i controlli rafforzati avrebbero prodotto una diminuzione dei reati predatori e dei fenomeni legati alla microcriminalità. Sarebbe migliorata anche la percezione della sicurezza da parte dei cittadini.
La zona interessata comprende Piazza del Carmine e un tratto di via Trieste fino a Piazza Matteotti. L’area era stata inoltre estesa fino al campus universitario di via della Plaia. Nei prossimi quattro mesi continueranno i controlli rafforzati e resteranno in vigore le possibilità di allontanamento per le persone ritenute pericolose secondo i criteri previsti dalla misura.
A fare il punto sulla decisione è Enrico Fresu, giornalista di Unionesarda.it, che ha analizzato gli effetti della zona rossa e il dibattito aperto tra residenti, commercianti e istituzioni.

La decisione di prorogare la zona rossa arriva dopo l’analisi dei risultati ottenuti nei mesi di applicazione della misura. Nel corso della riunione del Comitato provinciale sono stati esaminati i controlli effettuati nell’area di Piazza del Carmine, considerata particolarmente delicata sotto il profilo della sicurezza.
Secondo le valutazioni emerse in Prefettura, le misure di vigilanza rafforzata avrebbero contribuito a ridurre i fenomeni di microcriminalità e a rafforzare il presidio del territorio. L’obiettivo è riportare progressivamente le aree interessate a una fruizione ordinaria da parte dei cittadini e delle attività economiche.
La proroga tiene conto anche dell’avvicinarsi di un periodo caratterizzato da una maggiore presenza di persone nel centro di Cagliari. Le festività natalizie e di fine anno possono infatti aumentare il numero di presenze nelle principali aree della città, rendendo necessario mantenere alta l’attenzione sul fronte della sicurezza.
Alla riunione in Prefettura hanno partecipato il viceprefetto vicario Maria Antonietta Gregorio, il sindaco Massimo Zedda, il questore Rosanna Lavezzaro, il comandante provinciale dei carabinieri Luigi Grasso, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Gaetano Cutarelli e il procuratore della Repubblica Rodolfo Maria Sabelli.
La zona rossa prevede controlli più intensi e la possibilità di allontanare determinate persone considerate pericolose, sulla base delle condizioni previste dal provvedimento. Tra gli obiettivi c’è anche il contrasto ai bivacchi e ai fenomeni collegati alla microcriminalità.
La discussione sulla zona rossa non riguarda soltanto i numeri dei reati. Negli ultimi mesi, infatti, residenti e commercianti hanno espresso posizioni differenti sull’efficacia della misura e sulle conseguenze per l’area.
Alcuni operatori economici hanno evidenziato il rischio che la rappresentazione di Piazza del Carmine come zona particolarmente pericolosa possa avere effetti negativi sulla frequentazione e sulle attività commerciali. Il tema è quindi anche quello del rapporto tra sicurezza reale e percezione della sicurezza.
I primi dati disponibili indicavano un calo dei reati, secondo quanto riferito dai carabinieri di Cagliari. Per una valutazione complessiva degli effetti della zona rossa, però, sarà necessario attendere il quadro completo dei dati raccolti dalla Prefettura.
Un’analisi efficace dovrebbe inoltre considerare ciò che accade nelle aree immediatamente esterne alla zona sottoposta ai controlli rafforzati. Negli ultimi mesi sono stati segnalati episodi come risse, accoltellamenti e furti anche nelle zone circostanti. Per questo il confronto dei dati dovrebbe permettere di capire se la riduzione dei reati nell’area interessata dalla zona rossa corrisponda a una diminuzione complessiva oppure a uno spostamento dei fenomeni.
Il tema della sicurezza a Cagliari presenta anche una dimensione legata alla percezione dei cittadini. I dati sulla criminalità possono indicare una tendenza, ma non descrivono completamente la sensazione di chi vive quotidianamente una determinata zona della città.
La percezione diventa particolarmente importante per chi attraversa Piazza del Carmine o le aree circostanti nelle ore serali e notturne. Sentirsi sicuri mentre si torna a casa, si lavora o si attraversa una piazza è parte della qualità della vita urbana, indipendentemente dal numero complessivo dei reati registrati.
Fresu sottolinea inoltre come il quadro storico della criminalità a Cagliari sia cambiato nel tempo. In passato la città ha conosciuto forme di criminalità molto più violente, con episodi di sparatorie e omicidi.
Oggi il problema appare diverso e riguarda soprattutto fenomeni di microcriminalità che, pur avendo una gravità differente, possono incidere fortemente sulla percezione di sicurezza. Il punto centrale diventa quindi il rapporto tra dati oggettivi e vissuto dei cittadini. Da una parte ci sono le statistiche sui reati e i risultati dei controlli.
Dall’altra ci sono le esperienze quotidiane di residenti, lavoratori e commercianti. La proroga della zona rossa rappresenta intanto la scelta delle autorità per affrontare la situazione nell’area di Piazza del Carmine. Per valutare pienamente l’efficacia della misura sarà necessario confrontare i dati dei reati prima, durante e dopo l’introduzione dei controlli rafforzati, considerando anche le zone immediatamente vicine.
Intervista a cura di Mariangela Lampis
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