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Interviste

Cagliari rivela i segreti dell’antica Roma: La “Villa di Tigellio” verso la riapertura

today28 Luglio 2025 83

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La rinascita della Villa di Tigellio: un patrimonio archeologico per i cittadini

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    Cagliari rivela i segreti dell’antica Roma: La “Villa di Tigellio” verso la riapertura Fabio Leoni

Cagliari si prepara a restituire ai cittadini un gioiello archeologico di inestimabile valore storico, situato nel cuore pulsante della città. Parliamo del celebre complesso conosciuto impropriamente come la “Villa di Tigellio,” un sito romano di straordinaria rilevanza. Questo luogo rappresenta magnificamente l’imponenza e la ricchezza della Cagliari romana antica, mostrando la continuità della sua vita sotto i nostri piedi. La Dottoressa Sabrina Cisci, funzionaria della Soprintendenza Archeologica, ha evidenziato l’assoluta importanza di questo complesso storico. La villa di Tigellio, rappresenta l’imponenza e la ricchezza della città romana, con i suoi mosaici e affreschi che dimostrano l’importanza di Cagliari in età romana e meritano di essere visitati”.

Una riapertura attesa e il nuovo percorso

Il complesso archeologico purtroppo è rimasto chiuso al pubblico per circa cinque lunghi anni, provocando notevole dolore tra gli addetti ai lavori. La precedente chiusura era dovuta principalmente al grave deterioramento di una passerella in legno, installata nel lontano 2005, che non garantiva più la sicurezza necessaria per i visitatori. Fortunatamente, un finanziamento ministeriale, seppur di importo modesto, ha permesso di avviare finalmente i lavori per lo smontaggio. L’obiettivo principale è ora studiare e realizzare nuovi percorsi di visita, consentendo sia la fruizione pubblica sia gli studi approfonditi.

Scoperte inaspettate sotto la passerella

La rimozione della vecchia passerella ha portato a scoperte affascinanti, alcune delle quali erano in parte già note ma con significative sorprese inattese. Sono emerse nuove e complesse stratigrafie che offrono uno sguardo dettagliato sui livelli di vita successivi all’epoca romana classica. La strada romana che originariamente divideva le aree residenziali da quelle termali è stata infatti occupata in un periodo successivo, dopo la caduta dell’Impero. La Dottoressa Cisci ha descritto con entusiasmo questi ritrovamenti, svelando dettagli inediti della vita post-romana nel sito. La rimozione della passerella ci ha mostrato delle stratigrafie, dei livelli di vita molto interessanti. È come se la strada romana che nel primo secolo dopo Cristo sicuramente divideva il complesso residenziale a un certo punto è stata occupata da livelli di vita successivi in un periodo in cui non si aveva più rispetto per le leggi romane“.

Sabrina Cisci (foto concessa)

Il segreto delle colonne svelato

Tra le scoperte più rilevanti vi è stato il recupero di numerosi frammenti di colonna appartenenti alle antiche strutture. Le tre domus che componevano il complesso residenziale, paragonabili alle moderne ville con giardino, erano originariamente dotate di sistemi a quadriportico. Ogni casa prevedeva la presenza di almeno quattro colonne poste agli spigoli di una fonte centrale. Le due colonne che svettano oggi sono il risultato di un’anastilosi realizzata negli anni Sessanta. La Dottoressa Cisci ha confermato il ritrovamento di questi elementi. Togliendo la passerella abbiamo ritrovato in un riempimento i frammenti proprio di questi elementi strutturali“.

Il futuro e l’accessibilità del sito termale

Oltre alle importanti stratigrafie e ai preziosi frammenti di colonne, il team si è concentrato sulla rimozione della fitta vegetazione infestante. Questa operazione cruciale ha permesso di riportare alla luce la bellezza autentica della struttura termale, precedentemente invasa da cespugli e piante. Proprio in quest’area è diventato chiaro come fosse possibile delineare nuovi percorsi di accesso chiari e pienamente sicuri per il pubblico. La Dottoressa ha chiaramente spiegato la logica operativa e l’importanza di questa scelta strategica per il sito. Rimuovendo semplicemente la vegetazione è emersa di nuovo la struttura termale che sapevamo essere lì, ma nella sua bellezza e lì abbiamo capito che è possibile creare dei percorsi”. L’impegno è massimo per riaprire presto questo inestimabile patrimonio archeologico e culturale di Cagliari.

Intervista a cura di Mariangela Lampis

La Strambata del 28-07-2025

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