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Cagliari, torna il “Vivi il Mare Festival” dall’8 al 10 maggio Manuel Cozzolino
Dall’8 al 10 maggio torna a Cagliari il Vivi il Mare Festival, evento dedicato al mare inclusivo organizzato dall’associazione Arcipelaghi nell’ambito del progetto Donne al timone. “Il mio obiettivo è far partecipare al mare il maggior numero di persone possibile, perché è una restituzione di ciò che il mare mi ha dato”, spiega l’organizzatrice Giulia Clarkson.

Il festival nasce per coinvolgere donne, vittime di violenza e persone con fragilità, offrendo opportunità concrete di accesso al mare attraverso attività gratuite e guidate. “Apriamo a tutti, ma manteniamo canali privilegiati per chi ha meno opportunità e maggiore bisogno di vivere il mare”, sottolinea l’ospite.
Durante l’evento saranno disponibili barche, canoe, sup e windsurf con istruttori qualificati, permettendo a chiunque di sperimentare il mare in sicurezza. “Mettiamo a disposizione equipaggi e attrezzature per permettere a chiunque di vivere davvero il mare, non solo osservarlo”, evidenzia Clarkson.
Il contatto diretto con il mare diventa esperienza terapeutica, capace di allontanare dalla quotidianità e favorire una nuova consapevolezza personale e collettiva. “Quando lasciamo la terra e salpiamo, simbolicamente ci liberiamo dei problemi e scopriamo parti di noi che non conoscevamo”, racconta Giulia Clarkson.
Il festival promuove anche la sensibilizzazione ambientale, con incontri dedicati alla fauna marina e alla necessità di proteggere un ecosistema fragile e spesso trascurato. “Il mare è fondamentale e va protetto, perché lo abbiamo troppo spesso maltrattato e poco rispettato”, afferma l’organizzatrice.
Le attività si svolgeranno tra Marina Piccola, Su Siccu e il Teatro del Segno in via Quintino Sella, con sport al mattino e laboratori e incontri nel pomeriggio. “A Marina Piccola si tengono le prove a mare, mentre a Su Siccu proponiamo laboratori, incontri e momenti culturali aperti alla cittadinanza”, precisa.
Tra gli appuntamenti, lo spazio “Mare Coraggio” offrirà supporto informativo con centri antiviolenza, mentre incontri divulgativi racconteranno la vita di cetacei e fauna marina. “Vogliamo creare uno spazio sicuro dove informarsi, confrontarsi e avvicinarsi al mare anche dal punto di vista umano e sociale”, conclude Clarkson.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
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