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Interviste

Cala Finanza: il resort di fronte all’Isola di Tavolara diventa un caso

micStefano Birocchi, Antonio Canutoday17 Giugno 2026 31

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Resort a Cala Finanza, il WWF: “Rischio per tutta la costa sarda”

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    Cala Finanza: il resort di fronte all’Isola di Tavolara diventa un caso Giuseppe Valdes

La possibile costruzione di un resort a Cala Finanza, nel territorio di Loiri Porto San Paolo, continua ad alimentare un acceso dibattito politico, giuridico e ambientale in Sardegna. La vicenda, che ha ormai superato i confini regionali attirando l’attenzione nazionale e internazionale, riguarda il progetto di un grande resort di lusso promosso da un fondo brasiliano in uno dei tratti più pregiati della costa gallurese.

Tavolara

Il progetto del resort e lo scontro tra Governo, Regione e ambientalisti

Il piano prevede la realizzazione di ville, strutture ricettive e servizi turistici su circa cento ettari di territorio di straordinario valore naturalistico. Per ottenere il via libera, la società proponente avrebbe fatto ricorso alle deroghe previste dalla ZES Unica, lo strumento pensato per favorire gli investimenti nelle regioni del Mezzogiorno.

L’autorizzazione concessa dal Governo ha però aperto un duro scontro istituzionale. La Regione Sardegna e il Comune di Loiri Porto San Paolo hanno presentato ricorso al TAR, che si pronuncerà l’otto luglio. Nel frattempo è stata lanciata una petizione online che ha superato le quarantamila firme, mentre numerose associazioni ambientaliste hanno avviato iniziative di mobilitazione.

Perché Cala Finanza è considerata un’area di valore ecologico straordinario

Secondo Antonio Canu, coordinatore di WWF Sardegna, Cala Finanza rappresenta uno dei luoghi più delicati e preziosi dell’intero patrimonio ambientale dell’isola. L’area si affaccia direttamente sul mare cristallino di fronte all’isola di Tavolara e ricade all’interno dell’Area Marina Protetta Tavolara-Punta Coda Cavallo.

Non solo. Il territorio è classificato anche come Sito di Interesse Comunitario (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS), riconoscimenti che certificano la presenza di habitat e specie di elevato interesse conservazionistico a livello europeo.

Per gli ambientalisti il problema non riguarda esclusivamente il progetto in sé, ma il principio che potrebbe affermarsi. L’eventuale realizzazione del resort verrebbe infatti percepita come una deroga sostanziale alle norme che negli ultimi decenni hanno garantito la tutela delle coste sarde, dal Codice del Paesaggio al Piano Paesaggistico Regionale, fino alle disposizioni regionali sulla salvaguardia delle aree costiere.

Secondo Antonio Canu, coordinatore regionale del WWF Sardegna, il rischio è che venga compromesso un patrimonio ambientale che appartiene all’intera collettività e che gode di specifiche tutele previste anche dall’articolo 9 della Costituzione, dedicato alla protezione del paesaggio e dell’ambiente.

Il nodo delle ZES e il timore di un precedente per tutta l’Italia

Il punto centrale della controversia riguarda il rapporto tra le politiche di attrazione degli investimenti e i vincoli ambientali. Da una parte vi sono i sostenitori del progetto, convinti che iniziative di questo tipo possano generare sviluppo economico, occupazione e turismo di fascia alta. Dall’altra parte vi sono le associazioni ambientaliste e numerose realtà locali che ritengono incompatibile qualsiasi intervento edilizio in un contesto così delicato.

Per il WWF la questione assume un valore che va oltre i confini della Sardegna. L’eventuale conferma delle autorizzazioni potrebbe infatti creare un precedente destinato a influenzare casi analoghi in altre regioni italiane.

L’associazione annuncia quindi la massima attenzione sugli sviluppi della vicenda e non esclude ulteriori iniziative legali per impedire che la tutela ambientale venga subordinata agli interessi economici.

Secondo il coordinatore di WWF Sardegna Antonio Canu, la vera sfida consiste nel promuovere forme di sviluppo sostenibile capaci di valorizzare il territorio senza comprometterne gli equilibri naturali.

Intervista a cura di Stefano Birocchi

La Strambata del 17-06-2026

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