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Interviste

Cala Finanza, procedura ZES nel mirino: «La vicenda è tutt’altro che chiusa»

micStefano Birocchi, Cristina Usai today4 Agosto 2026 30

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Cala Finanza, dubbi sulla procedura ZES. Usai: «La vicenda è tutt’altro che chiusa»

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    Cala Finanza, procedura ZES nel mirino: «La vicenda è tutt’altro che chiusa» Manuel Cozzolino

Il progetto turistico di Cala Finanza, nel territorio di Loiri Porto San Paolo, resta al centro del dibattito politico nonostante la revoca dell’autorizzazione ZES e della delibera comunale. “La vicenda è tutt’altro che chiusa perché la società ha presentato ricorso e il TAR dovrà ancora pronunciarsi”, sottolinea Cristina Usai, consigliera regionale di Fratelli d’Italia

Le responsabilità della procedura

Secondo Cristina Usai, l’origine della vicenda risiede nei passaggi amministrativi compiuti dal Comune, che avrebbero consentito l’avvio della procedura semplificata prevista dalla ZES unica. “La delibera comunale ha aperto la strada alla procedura accelerata e il Governo non ha potuto fare altro che seguire quell’indirizzo amministrativo, afferma la consigliera regionale.

Cristina Usai, consigliera regionale di Fratelli d’Italia, negli studi di Radiolina.

Il ricorso mantiene aperto il caso

La revoca della delibera comunale e dell’autorizzazione governativa non ha chiuso definitivamente la partita, perché la società proponente ha impugnato gli atti davanti al Tribunale amministrativo regionale. “Il ricorso dimostra che la questione resta aperta e che sarà il TAR a stabilire gli sviluppi futuri della vicenda”, evidenzia Usai.

Il ruolo degli ambientalisti

La consigliera riconosce l’importanza del lavoro svolto dalle associazioni ambientaliste, che hanno portato l’attenzione pubblica su una procedura rimasta inizialmente lontana dai riflettori. “Il Gruppo d’Intervento Giuridico ha praticamente scoperchiato un vaso di Pandora facendo emergere una procedura che stava andando avanti nel silenzio generale”, dichiara.

Le critiche alla posizione della Regione

Pur condividendo la necessità di tutelare l’area, Usai giudica contraddittoria la posizione assunta dalla Regione dopo l’esplosione del caso politico. “Se davvero si voleva proteggere quell’area di pregio, la destinazione urbanistica non avrebbe dovuto essere modificata”, sostiene la consigliera.

Il precedente che preoccupa

Uno degli aspetti più delicati riguarda il possibile precedente amministrativo che potrebbe nascere dal pronunciamento del TAR sulle procedure accelerate della ZES unica. “La decisione principale deve restare in capo agli enti locali, perché sono loro a conoscere e tutelare realmente il territorio”, afferma Usai.

Un patrimonio da preservare

Per la consigliera regionale il caso Cala Finanza richiama un tema più ampio, legato all’equilibrio tra sviluppo economico e salvaguardia ambientale della Sardegna. “Lo sviluppo urbanistico e la tutela della natura possono convivere, purché vengano rispettate le caratteristiche di ogni territorio, sottolinea.

Sanità, i finanziamenti non bastano

Nel corso dell’intervista il confronto si sposta sulla crisi della sanità sarda, tema che continua a dominare il dibattito in Consiglio regionale durante l’esame della variazione di bilancio. “Le risorse economiche vengono stanziate ogni anno, ma i cittadini continuano a non vedere alcun miglioramento nei servizi”, osserva Usai.

Dove finiscono le risorse

Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia il problema principale non riguarda esclusivamente i finanziamenti, ma soprattutto l’organizzazione del sistema sanitario regionale. “Se gli stanziamenti aumentano continuamente mentre i servizi peggiorano, significa che qualcosa nel sistema non funziona, dichiara.

L’emergenza della Gallura

La situazione diventa ancora più critica durante l’estate, quando la Gallura registra un forte incremento delle presenze turistiche e gli ospedali operano in condizioni di estrema difficoltà. “I pronto soccorso arrivano a gestire fino a trecento accessi quotidiani con personale ridotto e medici sottoposti a turni pesantissimi”, spiega Usai.

I disagi dei cittadini

Tra gli episodi citati emerge anche quello di una paziente oncologica impossibilitata a scegliere un nuovo medico di famiglia dopo il pensionamento del proprio medico curante. “È inaccettabile che un paziente non possa ricevere assistenza per un blocco del sistema informatico, denuncia la consigliera regionale.

La richiesta di una riorganizzazione

Per Cristina Usai la soluzione passa attraverso una gestione più efficace delle risorse economiche e del personale sanitario da parte delle aziende sanitarie locali. “I direttori generali devono indirizzare risorse umane e finanziarie dove realmente servono, basandosi sui dati e sulle esigenze dei territori, conclude.

Intervista a cura di Stefano Birocchi

La Strambata del 04-08-2026

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