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Caldo in Sardegna, 118: «Il colpo di calore è un’emergenza medica, prevenzione fondamentale» Fabio Leoni
L’ondata di caldo in Sardegna continua a mettere sotto pressione cittadini e servizi sanitari. Durante l’intervista, il direttore del 118 Sud Sardegna, Daniele Barillari, ha illustrato le differenze tra esaurimento da calore e colpo di calore, spiegando quali comportamenti adottare per prevenire situazioni potenzialmente pericolose. Il medico ha ribadito l’importanza della prevenzione, soprattutto nelle giornate caratterizzate da temperature elevate. «È importante sapere come prevenire sia l’esaurimento da calore che, a maggior ragione, il colpo di calore. Non esporsi al sole nelle ore più calde e idratarsi adeguatamente resta la prima difesa.»

Barillari ha chiarito che l’esaurimento da calore rappresenta una condizione inizialmente reversibile, purché si intervenga rapidamente con semplici misure di raffreddamento e reidratazione. Se però la temperatura corporea supera i 40 gradi e compaiono alterazioni neurologiche, la situazione evolve in un’emergenza sanitaria che richiede un intervento immediato. «Se questa situazione persiste per più di trenta minuti, è doveroso chiamare il 118 perché probabilmente si sta andando incontro a un colpo di calore. Il colpo di calore è un’emergenza medica a tutti gli effetti.»
L’emergenza caldo sta producendo effetti anche sull’attività delle centrali operative del 118. Secondo i dati provvisori illustrati dal direttore, nel Sud Sardegna si registra un incremento delle richieste di soccorso per disturbi cardiocircolatori e respiratori, mentre il fenomeno non presenta la stessa intensità nel Nord dell’isola. Barillari ha inoltre richiamato l’attenzione sui rischi legati all’inalazione del fumo durante gli incendi estivi. «Nelle ultime settimane abbiamo avuto un incremento di circa il 10% delle chiamate per problemi cardiocircolatori e respiratori. In caso di qualsiasi dubbio raccomandiamo sempre di chiamare il 118.»
Il direttore del 118 Sud Sardegna ha spiegato il percorso seguito dalle richieste di emergenza, dal numero unico 112 fino all’attivazione delle centrali operative di Cagliari e Sassari, che valutano ogni caso attraverso il triage telefonico. In base alla gravità vengono inviati mezzi di soccorso ordinari, equipe medicalizzate oppure gli elicotteri dell’Areus. Barillari ha però evidenziato le difficoltà organizzative dovute all’elevato numero di interventi estivi. «Siamo messi a dura prova perché le chiamate sono tante e gli ospedali, specialmente al Sud, sono in forte sofferenza. È una situazione che purtroppo si ripete ogni estate e che stiamo cercando di gestire.»
Intervista a cura di Mariangela Lampis
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