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California: stop alla “morte” del corsivo Cristian Asara
In un’epoca dominata dalla tecnologia digitale, la California ha deciso di fare un passo indietro e reintrodurre l’insegnamento della scrittura corsiva nelle scuole primarie. La legge, denominata AB 446, richiede che l’istruzione in corsivo sia impartita “nei livelli scolastici appropriati”, con un focus particolare sugli studenti dalla prima alla sesta classe.
La promotrice della legge, Sharon Quirk-Silva, sottolinea l’importanza della scrittura corsiva per diverse ragioni. Essa rimane infatti uno strumento utile per compilare assegni, firmare moduli medici, ottenere la patente di guida e votare. Inoltre, la scrittura in corsivo potrebbe avere dei benefici che vanno oltre l’aspetto pratico. Uno studio condotto dall’Università norvegese di Scienza e Tecnologia ha infatti dimostrato che essa attiva un’attività elettrica distinta nel cervello rispetto alla digitazione.
L’abbandono della scrittura corsiva potrebbe inoltre comportare la perdita di abilità importanti, come lo scorrimento da sinistra a destra, la velocità nella scrittura e nel pensiero, la fluidità nella scrittura e la coordinazione nello spazio e nel tempo.
La legge californiana ha acceso un dibattito sull’importanza dell’insegnamento della scrittura corsiva. Da un lato, si sottolineano i potenziali vantaggi di questa abilità tradizionale in un’era dominata dalla tecnologia digitale. Dall’altro, alcuni critici mettono in discussione l’utilità di insegnare una competenza che sembra destinata ad essere soppiantata dalla tecnologia.
Indipendentemente dall’esito del dibattito, la decisione della California rappresenta un tentativo di preservare un’importante tradizione e di trasmettere alle nuove generazioni una competenza che potrebbe rivelarsi ancora utile in futuro.
A cura di Cristian Asara
Radio Smeralda, puntata del 05 febbraio 2024.